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Medioevo
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Il mwdaMedioevo (o mwdqMedio Evo) è una delle età storiche della mwdgperiodizzazione della mwdwstoria dell'Europa, dell'mweaAfrica settentrionale e dell'mweqAsia occidentale e mwegcentrale, in cui è preceduto dall'mwewEtà antica e seguito dall'mwfaEtà moderna. È costituito da un periodo di circa mille anni, dal mwfqV secolo al tardo mwfgXV secolo. Convenzionalmente, il Medioevo inizia con la mwfwcaduta dell'Impero romano d'Occidente (476) e si conclude con il mwgaprimo viaggio di Cristoforo Colombo (1492), inizio della mwgqcolonizzazione europea del continente americanocite-ref-1[1].
Come è normale nella periodizzazione della storia, le date di inizio e di fine delle età sono convenzionali e non possono separare nettamente i fenomeni tipici di un'età e della successiva; nel caso del Medioevo si deve notare che alcune caratteristiche tipiche dei suoi primi secoli, come il crollo demografico, la mwhwdeurbanizzazione, il declino del potere centralizzato, le invasioni e le migrazioni di massa delle tribù, erano già iniziati nella mwiatarda antichità.
In alcune aree culturali si vissero fenomeni analoghi a quelli tipici del Medioevo occidentale e si parla pertanto di "mwigMedioevo giapponese" (1185-1333)cite-ref-2[2], "mwjwMedioevo cinese" (220-589)cite-ref-3[3], "mwlaMedioevo indiano" (1206-1707 o 550-1556)cite-ref-4[4]cite-ref-5[5], mwnqMedioevo persiano (651-1502)cite-ref-6[6] e mwogMedioevo etiopecite-ref-medioevoetiope-7-0[7].
Il Medioevo fu caratterizzato da un ruolo predominante della religione. Nel VII secolo nasce nella mwqapenisola araba la mwqqreligione islamica, la più recente delle grandi religioni universali, che poi si diffonde verso ovest, sino ad interessare tutta l'mwqgAfrica mediterranea, e verso est, dal mwqwMedio Oriente all'mwraIndonesia. Durante tutto il Medioevo, il mwrqCristianesimo si espanse progressivamente in tutta Europa; con il mwrgGrande Scisma del 1054 la mwrwchiesa cattolica si divise da mwsaquella ortodossa.
Dal punto di vista dell'organizzazione sociale, politica ed economica, fenomeni tipici del Medioevo furono il mwsgfeudalesimo, il mwswsistema curtense, la diffusione capillare dei mwtacastelli e la nascita della mwtqcavalleria. Il Medioevo è solitamente suddiviso in mwtgAlto e mwtwBasso Medioevo, divisi dall'anno Mille; nei paesi di cultura anglosassone si usa spesso distinguere anche un mwuapieno Medioevo, concetto solitamente non utilizzato in altri paesicite-ref-capitani15segg-8-0[8].
L'mwvgAlto Medioevo fu dapprima caratterizzato dalle mwvwinvasioni barbariche del V secolo e in seguito dalla formazione dei mwwaregni romano-barbarici nei territori che erano stati dell'mwwqImpero romano d'Occidente. L'mwwgImpero romano d'Oriente, invece, sopravvisse per tutta la durata del Medioevo; il mwwwdiritto romano era ancora la sua base legislativa fondamentale. L'Occidente europeo ritrovò parzialmente la sua unità con la fondazione dell'mwxaImpero carolingio.
Nel mwzwBasso Medioevo, la popolazione europea aumentò notevolmente, grazie a innovazioni tecnologiche e agricole che portarono a un aumento della produzione e alla ripresa del commercio. In questo contesto, fiorirono i mwaaliberi comuni, le mwaqrepubbliche marinare, le mwaglibere città imperiali e le città della mwawLega anseatica. Con le mwbaCrociate, l'Europa occidentale si scontrò con le regioni islamiche. Nel Basso Medioevo iniziò il processo che portò alla formazione degli mwbqStati nazionali.
Dal mwbwRinascimento all'mwcaIlluminismo gravò sul Medioevo un pregiudizio negativo: i suoi secoli erano definiti "mwcqsecoli bui", in contrasto con l'mwcgantichità classica e la fioritura rinascimentale; oggi questo concetto non è più condivisocite-ref-periodizzazione-9-0[9]. Nell'Ottocento, con il mwdwRomanticismo, il Medioevo al contrario fu ritenuto un periodo di splendore, per la sua tedenza al mweamisticismo, alla mweqspiritualità, alla fantasia e all'immaginazione e inoltre perché considerato l'epoca mitica ove affondano le radici dei moderni popoli europeicite-ref-10[10].
Contents
• Inizio
• Fine
• Economia
• Note
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Terminologia
Il concetto di Medioevo comparve per la prima volta nel mwjqXV secolo, con i termini mwjglatini mwjwmedia aetas o mwkamedia tempestascite-ref-11[11], con il significato di "età di mezzo", in ciò riflettendo l'opinione dei contemporanei, per cui tale periodo avrebbe rappresentato una lunga parentesi storica, una stasi culturale che si colloca tra la grandezza dell'mwlqetà classica e l'epoca mwlgumanistica e mwlwrinascimentale, che quella grandezza intendeva far risorgere.
Questa visione completamente negativa del Medioevo è stata successivamente superata, anche perché senza la mediazione del Medioevo, che ha conservato le testimonianze scritte dell'antichità e ne ha coltivato il mito, noi sapremmo veramente poco dell'età classica, se non attraverso le testimonianze materiali rimasteci. Inizialmente il Medioevo era però riferito all'arte e alla cultura ed è in questo senso che lo usò mwmqGiorgio Vasari. Il momento in cui questo termine fu usato nel senso di periodo storico per la prima volta è dibattuto, così come l'autore che lo usò per primo in questo senso. Alcuni storici ritengono che il primo ad utilizzare il termine mwmgMedia tempestas ("Medioevo") in senso storico sia stato il bibliotecario mwmwGiovanni Andrea Bussi, nel 1469cite-ref-12[12]cite-ref-13[13].
È probabile, tuttavia, che l'espressione sia divenuta di uso corrente solamente verso la fine del mwpqXVII secolocite-ref-14[14], con mwqgCellarius, che rese canonica la divisione delle epoche storiche in storia antica, medievale e modernacite-ref-15[15]. L'espressione "età di mezzo" è tuttora usata come sinonimo di Medioevo, anche perché conserva la sua validità, scevra da ogni giudizio di valore: nella consueta mwrwperiodizzazione indica l'arco di tempo che è preceduto da due età, ossia la mwsaPreistoria e l'mwsqEtà antica ed è seguito da due età: l'mwsgEtà moderna e l'mwswEtà contemporanea e dunque si trova in mezzo alle cinque età della Storia.
Periodizzazione
Inizio
La data convenzionale più diffusa come inizio del Medioevo è il 476 (fine V secolo), cioè l'anno che vide la deposizione dell'ultimo imperatore romano (mwtwRomolo Augusto) e la conseguente fine dell'mwuaImpero romano d'Occidente; tale evento, infatti, è considerato fondamentale perché segnò la fine del dominio romano sull'Europa occidentale e sull'Africa nord-occidentale, dopo quasi mezzo millennio. Inoltre, da quel momento, si intensificò la trasformazione già in atto dell'mwuqImpero romano d'Oriente in entità politica sempre più greco-orientale e meno romana.
Alcuni storici hanno proposto altre date: la morte dell'imperatore mw1qTeodosio I (395), il mw1gsacco di Roma per opera del re visigoto mw1wAlarico (410), l'avvento degli mw2aArabi (mw2qVII secolo), la calata dei mw2gLongobardi e l'effettiva fine dei domini imperiali in Occidente (568), la morte dell'Imperatore d'Oriente mw2wEraclio I (641), l'incoronazione di mw3aCarlo Magno (800); alcuni studiosi britannici, infine, fissano l'inizio del Medioevo nell'anno Mille, visto che intorno a tale data la società europea di espressione latina cominciò a dare segni di rinascita in tutti i campi, e designano l'epoca che va dalla fine dell'Impero romano d'Occidente all'anno Mille come "mw3qsecoli bui" o "età barbarica"cite-ref-16[16]; l'anno Mille però è usualmente considerato il limite tra l'Alto Medioevo e il Basso Medioevo.
Fine
La fine del Medioevo è usualmente indicata nel 1492, anno della mw5ascoperta europea dell'America, in seguito al mw5qprimo viaggio di Cristoforo Colombo; tale evento, infatti, ebbe un impatto decisivo su tutto il successivo corso della Storia, dato che segnò l'inizio della mw5gcolonizzazione europea nel mondo e dei contatti tra i vari continenti della Terra; in tale anno, tra l'altro cadde l'ultimo baluardo mw5wislamico europeo, con la fine del mw6aSultanato di Granada, in mw6qSpagna.
Anche in questo caso alcuni storici hanno proposto date diverse; una è il 1453, anno che segna tre eventi importanti: la fine della mw6wguerra dei cent'anni tra mw7aInghilterra e mw7qFrancia (mw7gbattaglia di Castillon), la mw7wpresa di Costantinopoli da parte dei Turchi mw8aOttomani e la comparsa del mw8qprimo libro a stampa, cioè la mw8gBibbia di Gutenberg. Altra data proposta come fine del Medioevo è il 1517, anno in cui mw8wMartin Lutero diede avvio alla mw9aRiforma protestante.
Suddivisione interna
La suddivisione comunemente utilizzata del Medioevo è tra mw9wAlto Medioevo e mw-aBasso Medioevo. L'Alto Medioevo va dal 476 all'anno mille ed è caratterizzato dal ritorno a un'economia di sussistenza e da continue invasioni da parte di mw-qSlavi, mw-gArabi, mw-wNormanni e mw-aMagiari. Il Basso Medioevo vede invece lo sviluppo di forme di governo basate su signorie e vassallaggio, con la costruzione di castelli e la rinascita della vita nelle città; poi un crescente potere dei re e la rinascita di interessi commerciali, specie dopo la mw-qpeste del mw-gXIV secolo.
Tra Alto e Basso Medioevo, la storiografia anglosassone inserisce il periodo del mwaqumwaqyPieno Medioevo, che comprende i secoli centrali del Medioevo (XI-XII secolo); similmente, in Germania si individua un mwaqcFrühmittelalter ("Medioevo iniziale", V-VIII sec.), un mwaqgHochmittelalter ("alto Medioevo", IX-XI sec.) e un mwaqkSpätmittelalter ("basso Medioevo", XII-XV sec.)cite-ref-17[17]. Di recente anche alcuni testi italiani dipendenti dalla storiografia anglosassone utilizzano questo criteriocite-ref-cita-piccinni-2007-18-0[18]. Il Pieno Medioevo sarebbe caratterizzato dalla piena e completa fioritura del sistema dei mwariComuni medievali e dalla mwarmlotta fra i due poteri universali, mwarqImpero e mwaruPapatocite-ref-capitani15segg-8-1[8]. mwaroJacques Le Goff ha proposto di sostituire l'idea del Medioevo "corto" (quello che va dal V al XV secolo) con un "Medioevo lungo" (dal III al XIX secolo), arguendo che l'elemento centrale dell'età di mezzo fu il mwarsfeudalesimo e che questo scomparve solo con la mwarwsocietà industrialecite-ref-19[19].
Il Medioevo in altri contesti geografici
Solitamente il termine "Medioevo" si riferisce all'Europa, all'Africa settentrionale e all'Asia occidentale e centrale. Cionondimeno, si parla di Medioevo anche in riferimento ad altre aree culturali, in cui si vissero fenomeni analoghi a quelli tipici dell'area appena descritta: le invasioni di popoli nomadi, un lungo periodo di anarchia e di guerre continue, la crisi degli antichi imperi e nello stesso tempo la continuazione dell'idea imperiale, l'instaurarsi di un'economia di sussistenza, il fervore religioso, il ruolo unificante della religione, la costruzione dei castelli, la nascita di una nuova cultura in cui si fondono quella antica e quella portata dagli invasori o derivante da un periodo di lotte politiche. Si usa pertanto il termine "Medioevo" anche in riferimento al mwasmGiappone, alla mwasqCina, all'mwasuIndia, alla mwasyPersia e all'mwascEtiopia. Naturalmente, in questi casi, le date di inizio e di fine del periodo non sono quelle utilizzate per nel contesto europero e mediterraneo.
• mwasoMedioevo giapponese (inizio: 1185 - fine: 1603)
mwas0mwas4- 1185: inizio del mwas8periodo Kamakura, durante il quale, nel 1274 e nel 1281, il Giappone dovette fronteggiare due tentativi di mwatainvasione mongola; successivamente, il Paese visse un periodo di caos politico e di infinite battaglie, che costituisce il mwateperiodo degli Stati combattenti. mwati- 1603: inizio del mwatmperiodo Azuchi-Momoyama, durante il quale ci fu la riunificazione dell'Impero Giapponese.cite-ref-20[20].
• mwatoMedioevo cinese (inizio: 220 - fine: 589 o 1368)
mwat0mwat4- 220: con la fine della mwat8dinastia Han (età classica cinese), l'Impero Cinese perde la sua unità, sotto i colpi delle popolazioni mwauaXiongnu, mwaueXianbei e mwauiQiang che premevano ai confini dell'impero o insorgevano, e della mwaumrivolta dei Turbanti Gialli. mwauq- 589: inizio della mwauudinastia Sui, che riunificò la Cina dopo quasi quattro secoli di lotte intestine, divisioni politiche e dinastiche.cite-ref-21[21] mwauo- 1368: avvento della mwausdinastia Ming, di mwauwetnia Han e fine della mwau0dinastia Yuan, di mwau4etnia mongola, che superando la mwau8Grande Muraglia aveva mwavaconquistato la Cina, sulla quale poi aveva regnato per circa un secolo.cite-ref-22[22].
mwavyMedioevo indiano (inizio: 550 o 1206 - fine: 1556 o 1707)
mwavkmwavo- 550: l'mwavsImpero Gupta, che segnò l'età classica indiana, entra in crisi e poi si estingue a causa dell'invasione degli mwavwUnni Alcioni (questa data consente di stabilire più precise corrispondenze tra l'inizio del Medioevo indiano e quello del Medioevo occidentale) mwav0- 1206: tappa decisiva dell'islamizzazione dell'India: l'avvento del mwav4Sultanato di Delhi mwav8- 1556: anno dell'ascesa di mwawaAkbar al trono dell'mwaweImpero Moghul, il più importante impero indiano di religione musulmanacite-ref-23[23]. mwawy- 1707: inizio della disgregazione dell'mwawcImpero Moghul; la sua fine aprì indirettamente le porte dell'India alla penetrazione e alla dominazione britannicacite-ref-24[24]. mwawwIl Medioevo indiano può essere diviso in due periodicite-ref-medioevoindiano-25-0[25]: Alto Medioevo (650-1200 d.C.) e Tardo Medioevo (1200-1707 d.C.);
• mwaxmMedioevo persiano (inizio: 651 - fine: 1502)
mwaxymwaxc- 651: mwaxgconquista islamica della Persia e uccisione dell'ultimo mwaxkimperatore sasanide mwaxoYazdgard III; mwaxs- 1502: ascesa della mwaxwdinastia Safavide, di lingua e cultura turca.cite-ref-26[26].
• mwaymMedioevo etiope (inizio: 970 - fine: 1520)
mwayymwayc- 970: invasione del mwaygregno di Axum da parte della regina mwaykGudit. mwayo- 1520: prima ambasceria portoghese alla corte del re mwaysLebna Denghèlcite-ref-medioevoetiope-7-1[7].
Durata del Medioevo nelle varie aree culturali a confronto
Tarda antichità
Da qualche decennio, alcuni storici considerano parte del Medioevo anche il lasso di tempo che va dal mwaz0IV al mwaz4VI secolo, a cui hanno dato il nome di mwaz8Tarda Antichità, o Tardo-antico; esso comprende un periodo usualmente inserito nell'mwaaaEtà antica (dal IV secolo al 476) e la prima parte di quello che comunemente è detto Alto Medioevo (dal 476 al VI secolo)cite-ref-27[27]. Il concetto di Tarda Antichità fece inizialmente riferimento al campo artistico e a differenze formali già rintracciabili nel mwaauIII secolocite-ref-28[28]. Durante i secoli tardo-antichi sopravvive un'autorità imperiale forte in Oriente, fino alla morte di mwaaoGiustiniano I nel 565. Secondo questo criterio, alla Tarda Antichità seguono i due periodi in cui comunemente si divide l'età medievale: l'mwaasAlto Medioevo, che però viene fatto iniziare dal mwaawVII secolo, e il mwaa0Basso Medioevo, separati come di consueto dall'anno Mille. L'Alto Medioevo, nei suoi limiti temporali ridefiniti, è caratterizzato da due fatti principali: la costituzione dei mwaa4regni romano-barbarici e la diffusione dell'mwaa8Islam nel bacino del Mediterraneo che, secondo la tesi dello storico mwabaHenri Pirenne, avrebbe portato al definitivo tramonto degli equilibri del mondo antico, con uno spostamento verso nord del baricentro politico europeo.
Sebbene il termine mwabitarda antichità implichi, tradizionalmente, una valenza negativa e tra i secoli dal mwabmIII al mwabqV l'area europea e del mwabubacino del Mediterraneo subirono senz'altro un periodo di crisi, le trasformazioni in quest'epoca furono alla base per la nascita dell'identità europeacite-ref-29[29]. Dopo aver raggiunto la sua massima estensione territoriale nel mwaboII secolo, il controllo di Roma sui propri territori si fece sempre più labile. Problemi economici, fra cui l'inflazione, e la sempre maggiore pressione sulle frontiere resero l'Impero fortemente instabile. Alla mwabsdinastia dei Severi (193-235) succedette un periodo durato cinquant'anni di mwabwanarchia militare, denominato mwab0crisi del III secolo dove si assistette a una sempre più chiara tendenza di dominio dell'esercito nel processo di scelta e acclamazione dell'imperatore. Le spese militari aumentarono costantemente, principalmente in risposta alla guerra con l'mwab4Impero sasanide. L'esercito raddoppiò le sue dimensioni e la cavalleria e unità più piccole sostituirono la mwab8legione come principale unità tattica. Le spese militari portarono a un aumento delle tasse e divennero necessari più burocrati nell'amministrazione centrale per far fronte alle esigenze dell'esercito.
L'imperatore mwaceDiocleziano inaugurò un programma di riforme che rafforzarono il carattere assolutistico e gerarchico dell'Impero, che, nel 286, venne diviso in due grandi regioni amministrative. Nella risultante mwacidiarchia due imperatori si dividevano su base geografica il governo dell'impero. Le riforme di Diocleziano crearono una forte burocrazia governativa, riformarono la fiscalità e rafforzarono l'esercito, non riuscendo però a risolvere completamente i problemi dell'impero, fra cui una tassazione eccessiva, il crollo della natalità e le pressioni sulle frontiere. Il mantenimento dell'esercito, necessario per le continue pressioni di tribù che in precedenza avevano avuto contatti pacifici con i Romani, richiedeva inoltre molte spese. Dopo un periodo di guerra civile, l'imperatore mwacmCostantino, dopo aver ristabilito l'unità della carica imperiale, fece di mwacqBisanzio una nuova capitale, col nome di mwacuCostantinopoli. Con l'mwacyEditto di Milano del 313, Costantino proclamò il mwaccCristianesimo mwacgreligio licita, cosa che ne favorì la diffusione. Divenne poi religione di Stato nel 380 (mwackeditto di Tessalonica).
Per gran parte del IV secolo, la società romana vide un divario sempre più ampio tra ricchi e poveri e un declino delle città più piccole. Un altro cambiamento fu la mwacscristianizzazione dell'impero. Il processo fu accelerato dalla conversione di Costantino il Grande e alla fine del secolo il cristianesimo emerse come la religione dominante dell'impero. I dibattiti sulla mwacwteologia cristiana si intensificarono e coloro che persistevano con le opinioni teologiche condannate nei mwac0concili ecumenici dovettero affrontare dure persecuzioni. Tali mwac4visioni eretiche sopravvissero attraverso intense campagne di proselitismo al di fuori dell'impero, o grazie al sostegno dei gruppi etnici locali nelle mwac8province orientali, come l'mwadaarianesimo tra i popoli barbarici, o il mwademonofisismo in Egitto e Siria. L'mwadiEbraismo rimase una religione tollerata, sebbene la legislazione romana limitasse i diritti degli mwadmEbrei.
Le mwadsinvasioni barbariche, chiamate nella storiografia tedesca mwadwVölkerwanderung ("migrazioni di popoli")cite-ref-30[30], furono delle irruzioni più o meno cruente o migrazioni delle popolazioni cosiddette "mwaeebarbariche" (mwaeigermaniche, mwaemslave, mwaeqsarmatiche e di altri popoli di origine mwaeuasiatica) all'interno dei confini dell'mwaeyImpero romano, tra la fine del mwaecIV e il mwaegVI secolo, che si conclusero con la formazione dei mwaekRegni romano-barbarici. L'inizio del fenomeno è considerato la sconfitta del 378 nella mwaeobattaglia di Adrianopoli per mano dei mwaesGoti. L'impero fu costretto ad accogliere un grande numero di tribù germaniche come mwaewmwae0foederati e ammetterli come mercenari nell'esercito romanocite-ref-31[31]. Alcune di queste tribù "barbare" rifiutavano la cultura romana, mentre altre la ammiravano e aspiravano a emularla. In cambio di terra da coltivare e, in alcune regioni, del diritto di raccogliere il mwafigettito fiscale per lo Stato, le tribù federate fornirono sostegno militare all'impero. Altre incursioni rappresentarono invece invasioni militari su piccola scala di gruppi tribali riuniti per raccogliere bottino, come nel caso degli mwafmUnni, che facevano irruzione nei territori dell'Impero terrorizzando gli abitanti. L'invasione più famosa culminò nel mwafqSacco di Roma dei mwafuVisigoti nel 410: per la prima volta in quasi 800 anni Roma era caduta in mani nemiche. I mwafyFranchi, gli mwafcAlemanni e i mwafgBurgundi si stanziarono in mwafkGallia mentre gli mwafoAngli, i mwafsSassoni e gli mwafwJuti si mwaf0stabilirono in Gran Bretagna e i mwaf4Vandali conquistarono la provincia dell'mwaf8Africa. Il re unno mwagaAttila guidò le invasioni nei Balcani nel 442 e 447, nella Gallia nel 451 e in Italia nel 452. La minaccia unna rimase viva fino alla morte di Attila nel 453, quando la confederazione unna da lui guidata cadde a pezzi.
La pesante crisi sofferta dall'mwagiImpero romano d'Occidente culminò con la deposizione dell'ultimo mwagmimperatore romano mwagqRomolo Augusto nel 476 da parte di mwaguOdoacre, generale dell'esercito romano, che, guidando una rivolta di mwagySciri, mwagcEruli e mwaggRugi, e non proclamandosi a sua volta imperatore, mise definitivamente fine all'esistenza mwagkformale dell'Impero d'Occidente. Il 476 è considerato per questo la data convenzionale dell'inizio del Medioevocite-ref-32[32]. Mentre la mwag4pars occidentis dell'Impero collassava travolta dalle invasioni barbariche, l'mwag8Impero romano d'Oriente, noto come mwahaImpero bizantino (denominazione apparsa successivamente alla mwahecaduta di Costantinopoli, per rimarcarne la distinzione con l'mwahiImpero romano classico), sopravvisse.
Alto Medioevo
I Regni romano-barbarici
Il periodo successivo alla deposizione dell'ultimo imperatore non si risolse nella fine della civiltà romana, ma nella sua fusione con quella di altre popolazioni, che determinò il sorgere di una nuova civiltà latino-germanica. Nonostante la struttura politica nell'Europa occidentale fosse cambiata, il collasso dell'Impero non fu drammatico come si pensava in passato. L'artigianato degli invasori era spesso simile a quello romano, con manufatti barbarici spesso modellati sui manufatti romani. Allo stesso modo, la cultura intellettuale dei nuovi regni era direttamente basata sulle tradizioni intellettuali romane. Un'importante differenza col passato fu la diminuzione graduale del mwah4gettito fiscale. La maggior parte delle nuove entità politiche non pagava i loro eserciti con i proventi delle tasse, ma con terre. Questo diminuiva la necessità di ingenti entrate fiscali, e quindi il sistema di tassazione entrò in crisi.
I gruppi barbarici ora conosciuti collettivamente come mwaiaAnglosassoni si stabilirono in Gran Bretagna prima della metà del V secolo. La cultura locale ebbe scarso impatto sul loro modo di vivere, ma è evidente l'assimilazione linguistica dei mwaieBritanni ai nuovi arrivati. Intorno al 600 mwaiisi formarono numerosi piccoli regni come il mwaimWessex e la mwaiqMercia. I regni più piccoli nell'attuale Galles e in Scozia erano ancora sotto il controllo dei Britanni e dei mwaiuPitti. L'Irlanda era divisa in unità politiche ancora più piccole, forse fino a mwaiy150 regni tribali.
Gli mwai4Ostrogoti si stabilirono nella seconda metà del V secolo sotto mwai8Teodorico e fondarono un regno basato sulla cooperazione fra latini e Ostrogoti, che durò fino agli ultimi anni del regno di Teodorico. I mwajaBurgundi si stabilirono inizialmente in mwajeGallia, per poi fondare un nuovo regno tra mwajiGinevra e mwajmLione. In Gallia nacquero i regni dei mwajqFranchi e dei mwajuBretoni. Sotto il figlio di mwajyChilderico I, mwajcClodoveo I, fondatore della mwajgdinastia merovingia, il mwajkRegno dei Franchi si espanse e si convertì al cristianesimo. A differenza di altri popoli germanici, i Franchi accettarono il cattolicesimo, il che facilitò la loro cooperazione con l'aristocrazia autoctona mwajogallo-romana. I Britanni in fuga dalla Britannia – l'odierna Gran Bretagna – si stabilirono in quella che oggi è la mwajsBretagna.
Altri regni furono fondati dai mwaj0Visigoti in Spagna, dai mwaj4Suebi in mwaj8Galizia, da mwakaAngli e mwakeSassoni in mwakiBritannia e mwakmVandali in mwakqNordafrica. Nel 568 i mwakuLongobardi, guidati da mwakyAlboino, si insediarono in Italia, dove diedero vita a un mwakcregno indipendente che estese progressivamente il proprio dominio sulla massima parte del territorio mwakgitaliano continentale e peninsularecite-ref-33[33]. Il dominio longobardo fu articolato in numerosi mwak0ducati, che godevano di una marcata autonomia rispetto al potere centrale dei sovrani insediati a mwak4Pavia; nel corso dei secoli, tuttavia, i sovrani estesero progressivamente l'autorità del re, conseguendo progressivamente un rafforzamento delle prerogative regie e della coesione interna del regnocite-ref-34[34]. Provenienti dalle steppe asiatiche, i nomadi mwalmAvari conquistarono la maggior parte delle tribù slave, turche e germaniche nelle pianure lungo il Basso e Medio Danubio entro la fine del VI secolo, e furono regolarmente in grado di costringere gli imperatori orientali a pagare tributi . Intorno al 670, un altro popolo della steppa, i mwalqBulgari, si stabilirono sul mwaludelta del Danubio. Nel 681, dopo mwalyaver sconfitto l'esercito imperiale bizantino, fondarono il mwalcPrimo impero bulgaro sul Basso Danubio, sottomettendo le tribù slave locali.
Il mwalklatino dell'Impero d'Occidente fu gradualmente sostituito dalle mwalolingue romanze, mentre il mwalsgreco rimase la lingua dell'Impero d'Oriente, anche se successivamente si aggiunsero le mwalwlingue slave.
L'Impero bizantino
La storiografia è incerta sulla data di nascita dell'Impero bizantino, e diversi sono gli eventi considerati determinanti per la sua nascita: il 330 (rifondazione di Bisanzio come Costantinopoli), il 395 (morte di Teodosio I), il 476 (caduta dell'Impero d'Occidente), il 565 (morte di mwamgGiustiniano I e del sogno della mwamkmwamoRestauratio imperii). La data prevalentemente accettata dal mondo accademico dell'inizio del "periodo bizantino" è tuttavia il 610, anno dell'ascesa al trono di mwamsEraclio I, il quale modificò notevolmente la struttura dell'Impero, proclamò il mwamwgreco mwam0lingua ufficiale in sostituzione del mwam4latino e assunse inoltre il titolo imperiale di mwam8mwanabasileus, al posto di quello di mwanemwaniaugustus usato fino a quel momentocite-ref-35[35]. L'Impero bizantino conobbe una rinascita economica che durò fino all'inizio del VII secolo. Lo Stato era caratterizzato da relazioni strette con la Chiesa cristiana, e le diatribe teologiche assunsero una forte importanza nella politica bizantina. Lo sviluppo della giurisprudenza portò al mwancmwangCodice teodosiano prima e al mwankmwanoCorpus Iuris Civilis, con mwansGiustiniano poi.
Durante il regno di Giustiniano si assistette all'ultimo concreto tentativo di riconquistare le regioni occidentali, per ristabilire l'unità dell'Impero romano (mwaoemwaoiRenovatio Imperii)cite-ref-36[36]. I Bizantini riuscirono a riconquistare le province dell'Africa Settentrionale e parte della mwaocSpagna dai Vandali, e, al termine della mwaogguerra greco-gotica combattuta contro gli mwaokOstrogoti, l'intera mwaooItalia, stabilendo una supremazia in ambito mediterraneo. Sotto il regno di Giustiniano fu inoltre costruita, a Costantinopoli, la mwaosBasilica di Santa Sofiacite-ref-37[37]cite-ref-38[38].
Dopo la morte di Giustiniano la situazione dell'impero, schiacciato dalle avanzate di mwapuAvari e mwapySlavi da una parte e mwapcSasanidi dall'altra, si complicò. Gli Avari dalla seconda metà del VI secolo iniziarono a espandersi nelle steppe dell'odierna Ungheria, impadronendosi del bacino dei Carpazi e arrivando nel 626 a cingere d'assedio la stessa Costantinopoli. Dopo la morte dell'imperatore mwapgMaurizio, i Persiani avanzarono in Asia Minore, occuparono la Siria e si spinsero fino in Egitto. La ripresa avvenne con mwapkEraclio I, che respinse gli Avari e sconfisse i Sasanidi a mwapoNinive nel 627, costringendoli nel 628 a cedere tutti i territori da loro occupati nel corso della guerra.
La società altomedievale
Nell'Europa occidentale, alcune delle più antiche famiglie dmwap0'mwap4élite romane si estinsero, mentre altre furono più coinvolte negli affari ecclesiastici che secolari. I valori legati alla mwap8letteratura e all'mwaqaistruzione latina per lo più scomparvero e, sebbene l'alfabetizzazione rimase importante, divenne un'abilità pratica piuttosto che un segno di status d'mwaqeélite. Alla fine del VI secolo, i principali mezzi di insegnamento religioso nella Chiesa erano diventati la musica e l'arte, più importanti del libro. La maggior parte degli sforzi intellettuali era finalizzata a imitare la cultura classica, ma furono anche create alcune opere originali, insieme a composizioni orali ora perdute. Spiccano in quest'epoca gli scritti di mwaqiSidonio Apollinare (morto nel 489), mwaqmCassiodoro (morto nel 585) e mwaqqBoezio (morto nel 525). Cambiamenti avvennero anche tra i laici, poiché la cultura aristocratica si concentrava sulle grandi feste tenute nelle sale piuttosto che sulle attività letterarie. Il ricco abbigliamento delle mwaquélite era accompagnato da gioielli e oro. I legami familiari all'interno delle mwaqyélite erano importanti, così come le virtù della lealtà, del coraggio e dell'onore.
Le donne partecipavano alla società aristocratica principalmente nei loro ruoli di mogli e madri di uomini. Nella società mwaqganglosassone la mancanza di molti bambini sovrani significava un ruolo minore per le donne come regine madri, ma ciò era compensato dal ruolo crescente svolto dalle mwaqkbadesse dei monasteri. Solo in Italia sembra che le donne siano sempre state considerate sotto la protezione e il controllo di un parente maschio.
La società contadina è molto meno documentata della nobiltà. Rimangono pochi documenti scritti dettagliati che documentano la vita contadina prima del IX secolo, per cui le informazioni sopravvissute a disposizione degli storici provengono principalmente dall'archeologia. I modelli di proprietà terriera in Occidente non erano uniformi; alcune aree avevano modelli di mwaq8proprietà fondiaria notevolmente frammentati, ma in altre aree grandi appezzamenti di terra contigui erano la norma. Queste differenze consentivano un'ampia varietà di società contadine, alcune dominate da proprietari terrieri aristocratici e altre dotate di una grande autonomia. Anche l'insediamento della terra variava notevolmente. Alcuni contadini vivevano in grandi insediamenti, che contavano fino a 700 abitanti. Altri vivevano in piccoli gruppi di poche famiglie e altri ancora vivevano in fattorie isolate, sparse nelle campagne. C'erano anche aree in cui il modello era un mix di due o più di questi sistemi. La legislazione faceva una chiara distinzione tra liberi e non liberi, ma non vi era alcuna cesura netta tra lo status giuridico del contadino libero e quello dell'aristocratico, ed era possibile per la famiglia di un contadino libero ascendere all'aristocrazia nel corso di diverse generazioni, attraverso il servizio militare. La domanda di schiavi veniva soddisfatta attraverso guerre e incursioni. Inizialmente, l'espansione dei Franchi e i conflitti tra i regni anglosassoni rifornirono di prigionieri il mercato degli schiavi. Dopo la conversione degli Anglosassoni al cristianesimo, i cacciatori di schiavi presero di mira principalmente le tribù pagane slave, da cui la parola "schiavo". L'etica cristiana ha portato cambiamenti significativi nella posizione degli schiavi nel VII e VIII secolo. Non erano più considerati proprietà dei loro signori ed era stato sancito il loro diritto a un trattamento dignitoso.
La vita e la cultura della città romane cambiarono notevolmente nell'Alto Medioevo. Sebbene le città italiane rimasero abitate, subirono una contrazione significativa delle dimensioni. Roma, ad esempio, si ridusse da una popolazione di centinaia di migliaia a circa mware30000 entro la fine del VI secolo, i mwaritempli romani furono convertiti in chiese cristiane e le mura della città rimasero in uso. Anche nel Nord Europa le città si contrassero, mentre i monumenti civici e altri edifici pubblici furono saccheggiati per ricavare materiali da costruzione. L'istituzione di nuovi regni spesso significava una certa crescita per le città scelte come capitali. Le comunità ebraiche sopravvissero alla caduta dell'Impero romano d'Occidente in Spagna, Gallia meridionale e Italia. I re visigoti tentarono di convertire gli mwarmebrei ispanici al cristianesimo, ma la comunità ebraica mwarqsi rigenerò rapidamente dopo la conquista musulmana.
Nascita ed espansione dell'Islam
Nel mwascVI secolo, la mwasgpenisola arabica era abitata, nelle sue aree centrali e settentrionali, da mwasktribù nomadi indipendenti, mentre in quelle meridionali erano attive culture stanziali dedite al mwasocommercio. I mwassbeduini, abitanti delle steppe arabe, erano invece dediti al piccolo e grande nomadismo a causa del loro speciale modo di sussistenza che si basava strettamente sull'allevamento e sulla mwaswrazzia ai danni di altri gruppi, nomadi e no, e delle mwas0carovane dei mercanticite-ref-39[39]. Gli Arabi erano in massima parte mwatipoliteisti e la mwatmKaʿba di mwatqMecca, nella regione del mwatuHijāz, era un santuario (mwatybayt) cui giungevano annualmente pellegrini provenienti da tutta la mwatcpenisola araba, per motivi principalmente religiosi, ma anche commerciali, favoriti come essi erano dalla tregua che caratterizzava lo mwatgmwatkhajj mwatopreislamicocite-ref-40[40]cite-ref-41[41]. All'inizio del mwaumVII secolo, mwauqMaometto riuscì a fare degli Arabi una nazione, fondando uno Stato teocraticocite-ref-42[42]. I successori politici di Maometto, i mwaukcaliffi, avviarono una rapida espansione territoriale, che seppe sfruttare le debolezze dell'Impero bizantino e di quello persiano sasanide, indeboliti dal conflitto sopraccitato, che sottovalutarono i beduini. Nel 637 veniva conquistata mwauoSeleucia-mwausCtesifonte, capitale dell'Impero persiano. All'Impero bizantino vennero strappate mwauwSiriacite-ref-43[43] (637), mwaveEgitto, mwaviCirenaica e mwavmTripolitania (642 -645)cite-ref-44[44]. Per un trentennio il califfato fu elettivo, prima di diventare ereditario con la dinastia degli mwavgOmayyadi che trasferirono nel 661 la capitale da mwavkMedinacite-ref-45[45] a mwav4Damasco. Durante l'epoca omayyade continuarono le conquiste: intorno al 670 gli Arabi conquistarono l'mwav8Ifriqiya, ossia l'antica provincia romana dell'mwawaAfrica proconsulariscite-ref-46[46]. Nel 710/711, dopo aver concluso la conquista del mwawuMaghreb, un corpo di spedizione arabo-berbero guidato da mwawyTariq ibn Ziyad, governatore di mwawcTangeri, superò il breve braccio di mare che divide l'mwawgAfrica e la mwawkpenisola iberica. Il mwawoRegno visigoto, che all'epoca occupava la penisola e parte dell'odierna mwawsFrancia meridionale, fu nel giro di pochi mesi travolto dagli invasori mwawwmusulmani. La mwaw0penisola iberica divenne una provincia del mwaw4califfato e fu chiamata mwaw8al-Andalus. Mentre gli mwaxaArabi organizzavano questo loro dominio occidentale, i cristiani, per conto loro, diedero vita a nuovi organismi politico-statuali; il maggiore, e più importante storicamente, fu il mwaxeRegno delle Asturie, poi diventato mwaxiasturmwaxmleonesecite-ref-47[47].
Nel 717, sul fronte orientale, i musulmani avevano posto l'mwaxkassedio a Costantinopoli, ma la distruzione della flotta araba grazie al "mwaxofuoco greco" impedì permanentemente l'espansione araba verso la mwaxspenisola balcanicacite-ref-48[48]cite-ref-49[49]. L'espansione islamica proseguirà comunque su tale direttrice, ma solo sei secoli dopo, con i turchi mwayqOttomani. L'importante vittoria di mwayuLeone III Isaurico venne ridimensionata in Occidente nella storiografia successiva, perché l'imperatore era considerato un eretico mwayyiconoclasta: il mito di aver fermato gli Arabi venne ascritto invece a un fatto secondario, la mwaycbattaglia di Poitierscite-ref-50[50]cite-ref-barbero12-51-0[51]. Gli mwazaOmayyadi avevano trasformato i territori conquistati in un impero ereditario, con un'amministrazione fiscale sempre più preoccupata a drenare risorse per forze armate destinate a diventare pletoriche. Tutti i 90 anni circa omayyadi furono squassati da continue rivolte mwazealidi (tempo dopo si potrà parlare di mwaziSciismo) e mwazmkharigite. Gli mwazqAbbasidi, parte importante del movimento alide, sconfissero l'ultimo califfo omayyade nel 750cite-ref-52[52]. Il potere passò così nelle mani di una nuova aristocrazia aperta alle influenze culturali persiane, con lo spostamento della capitale, e del baricentro dell'impero, da mwazkDamasco a mwazoBaghdad. Nella vastissima dominazione abbaside si svilupparono col tempo autonomie regionali molto forti, ricordate semplicemente col termine di mwazsemirati.cite-ref-53[53] Uno dei primi emirati a nascere fu quello di mwa0aal-Andalus nella mwa0epenisola iberica, con capitale mwa0iCordova, fondato da un membro della casa omayyade sfuggito alle stragi perpetrate dagli Abbasidi contro la famiglia califfale sconfitta. L'emirato riuscì a imporre la propria egemonia su buona parte della penisola, tanto che nel 929 mwa0mʿAbd al-Raḥmān III assunse il titolo di mwa0qcaliffocite-ref-54[54]. Un altro importante emirato fu quello dell'mwa0kIfriqiya, concesso ereditariamente dal califfato all'emiro mwa0oIbrahim ibn al-Aghlab (da cui il nome della dinastia degli mwa0sAghlabidi), con centro a mwa0wQayrawan in mwa00Tunisia. Qui si affermò nel 909 la dinastia dei mwa04Fatimidi, che occupò nel 969 l'Egitto e assunse il titolo di mwa08mwa1aImam, confermando la crisi del potere abbaside e quindi l'ormai avvenuta frammentazione della mwa1emwa1iUmma mwa1mislamicacite-ref-55[55].
Il commercio nell'Alto Medioevo
Le migrazioni e le invasioni del IV e V secolo sconvolsero le reti commerciali intorno al Mediterraneo. Divenne comune in tutte le antiche terre romane la sostituzione delle merci provenienti dal commercio a lungo raggio con prodotti locali. Ciò era particolarmente evidente nelle terre che non si trovavano sul Mediterraneo, come la Gallia settentrionale o la Britannia. Nel VII e VIII secolo nell'Europa settentrionale si stavano sviluppando nuove reti commerciali. Merci come pellicce, avorio di mwa1otricheco e ambra venivano scambiate dalla regione baltica verso l'Europa occidentale, contribuendo allo sviluppo di nuovi centri commerciali nell'mwa1sAnglia orientale, nella Francia settentrionale e in Scandinavia. Divennero comuni i conflitti per il controllo delle rotte commerciali. I vari regni romano-barbarici in Occidente avevano tutti mwa1wmonete che imitavano le forme romane e bizantine esistenti.
La domanda costante di forza lavoro fresca e materie prime da parte delle fiorenti economie islamiche aprì un nuovo mercato per l'Europa intorno al 750. L'Europa emerse come uno dei principali fornitori di schiavi domestici e mwa14soldati schiavi per al-Andalus, l'Africa settentrionale e il mwa18Levante. mwa2aVenezia si sviluppò come il più importante centro europeo della tratta degli schiavi. Inoltre, legname, pellicce e armi venivano consegnati dall'Europa al Mediterraneo, mentre l'Europa importava spezie, medicine, incenso e seta dal Levante. La domanda di merci esotiche fu rafforzata principalmente da fattori interni, come la crescita della popolazione e il miglioramento della produttività agricola. I grandi fiumi che collegano regioni lontane facilitarono l'espansione del commercio transcontinentale: i mercanti anglosassoni visitavano le fiere a Parigi, i pirati depredavano i commercianti che viaggiavano sul mwa2eDanubio e i mercanti dei Franchi orientali arrivavano fino a mwa2iSaragozza ad al-Andalus.
La chiesa altomedievale e il monachesimo
L'idea dell'unità cristiana sopravvisse anche se le differenze nell'ideologia e nella pratica tra le Chiese orientale e occidentale divennero evidenti nel VI secolo. La formazione di nuovi regni rafforzò in Occidente il tradizionale concetto cristiano della mwa2wseparazione tra Stato e Chiesa, mentre questo concetto era estraneo agli ecclesiastici orientali che consideravano lo Stato romano come uno strumento della divina provvidenza. L'imperatore bizantino considerava naturale la sua funzione di controllo sui cinque mwa20patriarcati, favorendo il mwa24Patriarca di Costantinopoli, mentre il papato cercava di affermare la sua supremazia sulle altre diocesi. Dall'VIII secolo le dispute teologiche sull'mwa28iconoclastia e sul mwa3amwa3efilioque e quelle politiche riguardo al controllo dell'Impero sul Patrimonio di san Pietro acuirono le differenze fra Chiesa romana e greca, che sfoceranno poi nello mwa3iScisma d'Oriente.
Il vescovo di Roma cercò in questo periodo di far valere la sua preminenza sugli altri vescovi in base al mwa3qprimato di Pietro, anche se pochi vescovi occidentali guardavano al papa come a un mwa3uleader religioso o politico. Il contributo più rilevante nell'Alto Medioevo al rafforzamento della figura del mwa3ypontefice venne dal papato di mwa3cGregorio Magno. Fu il primo papa a esercitare il mwa3gpotere temporale sul mwa3kPatrimonio di san Pietro e promosse l'evangelizzazione missionaria in mwa3oBritannia, affidandola ad mwa3sAgostino di Canterbury. Monaci iro-scozzesi, come mwa3wColombano, operarono nel VI e VII secolo in Europa centrale per fondare monasteri e convertire le tribù germaniche ancora pagane. Nell'Alto Medioevo le persone non visitavano regolarmente le chiese. Contribuirono invece alla diffusione dell'insegnamento cristiano gli incontri con il clero itinerante e i mwa30pellegrinaggi ai santuari dei santi più venerati. Gli ecclesiastici usavano manuali speciali chiamati mwa34libri penitenziali per determinare gli atti di penitenza appropriati - tipicamente preghiere e mwa38digiuni - per i peccatori. Ponevano un'enfasi speciale sulla sessualità e prescrivevano severe penitenze per gli adulteri, i mwa4afornicatori e coloro che erano impegnati in atti sessuali non riproduttivi, come gli mwa4eomosessuali. Al contrario, i mwa4iBogomili dei Balcani condannavano la riproduzione sessuale, poiché consideravano Satana il creatore del mondo fisico.
Nel mwa4qVI secolo in mwa4uEuropa occidentale si diffuse il mwa4ymonachesimo cristiano. Gli ideali monastici si diffusero dall'Egitto all'Europa occidentale fra V e VI secolo grazie alla mwa4cletteratura agiografica, come la mwa4gVita di Antonio scritta dal vescovo mwa4kAtanasio di Alessandria. La maggior parte dei monasteri europei si concentrava sull'esperienza comunitaria della vita spirituale, chiamata mwa4ocenobitismo. Fondamentale fu l'attività di mwa4sBenedetto da Norcia, che nel 529 si stabilì a mwa4wMontecassino e istituì una mwa40Regola comune di vita cenobitica che nel corso dei secoli venne impiegata in tutto l'Occidentecite-ref-56[56]. A est, le regole monastiche compilate da mwa5iTeodoro Studita (morto nell'826) si diffusero dopo essere state adottate nel mwa5mmonastero della Grande Lavra, un monastero imperiale di nuova costituzione sul mwa5qMonte Athos negli anni '60 del X secolo. La Grande Lavra stabilì un precedente per la fondazione di ulteriori monasteri athoniti, trasformando il monte nel centro più importante del monachesimo ortodosso.
Monaci e monasteri ebbero un profondo effetto sulla vita religiosa e politica dell'Alto Medioevo, agendo in vari casi come centri di propaganda e sostegno del regno nelle regioni appena conquistate e basi per missioni e proselitismo. I mwa5ymonasteri si diffusero in Europa e divennero non solo centri religiosi, ma anche economici e di diffusione e conservazione della cultura. Infatti, nelle mwa5cbiblioteche dei monasteri furono raccolti, conservati e copiati moltissimi testi classici che, in tal modo, si salvarono dalla distruzione. I monaci furono anche autori di nuove opere, tra cui storia, teologia e altri argomenti, scritte da autori come mwa5gBeda il Venerabile (morto nel 735), originario dell'Inghilterra settentrionale. Il missionario bizantino mwa5kCirillo (morto nell'869) sviluppò la mwa5olingua slava ecclesiastica antica come nuova mwa5slingua liturgica, arricchendo il vocabolario slavo con termini religiosi greci. A tale scopo creò anche un alfabeto, probabilmente l'mwa5walfabeto glagolitico. Queste innovazioni gettarono le basi per una fiorente letteratura religiosa slava.
Nella cristianità occidentale, l'influenza dei laici sugli affari della Chiesa raggiunse il culmine nel X secolo. Gli aristocratici consideravano le chiese e i monasteri sotto il loro mwa54patrocinio come loro mwa58proprietà personale e la mwa6asimonia, la vendita degli uffici ecclesiastici, divenne una pratica comune. La simonia suscitava un timore generale riguardo alla mwa6esalvezza, poiché molti credevano che i sacerdoti nominati irregolarmente non potessero conferire mwa6isacramenti validi come il mwa6mbattesimo. Le comunità monastiche furono le prime a reagire a questo timore, attraverso l'osservanza rigorosa delle loro regole. La fondazione del mwa6qmonastero di Cluny a mwa6uMâcon nel 909/910 è stata a lungo considerata premonitrice della riforma della Chiesa, sebbene Cluny nacque come monastero privato di mwa6yGuglielmo I di Aquitania. L'abbazia era esente dal controllo vescovile grazie alla subordinazione diretta alla mwa6cSanta Sede. A Cluny fu affidato alla mwa6gpreghiera corale un ruolo di primo piano, mentre il lavoro veniva delegato in larga parte a laici, come previsto dalla mwa6kregola benedettina riformata da mwa6oBenedetto d'Aniane. Tra i secoli X e XI sorsero numerosissimi monasteri, dipendenti dall'abbazia di Cluny, che aderirono al suo esempio, affidandosi direttamente alla Santa Sede (la cosiddetta mwa6scongregazione cluniacense)cite-ref-57[57].
L'Europa carolingia
Alla morte di Clodoveo il Regno dei Franchi si spaccò. Si formarono, fra VI e VII secolo, i regni di mwa7gAustrasia, mwa7kNeustria e mwa7oBorgogna, governati da esponenti della dinastia merovingia. Le varie branche della famiglia merovingia si resero spesso protagoniste di conflitti interni, mentre il potere dei Merovingi si affievoliva a favore dei cosiddetti mwa7smaestri di palazzo, che presero il potere mwa7wde facto durante il VII secolo. Alcuni dei maestri di palazzo più influenti furono i mwa70Pipinidi, discendenti di mwa74Pipino di Landen. Il potere della dinastia si rinsaldò con la leggendaria vittoria di mwa78Carlo Martello alla mwa8abattaglia di Poitiers del 732 (o 733) sui mwa8emusulmani di al-Andalus, evento considerato dalla storiografia tradizionale come il freno all'avanzata musulmana in Europa. In realtà questo episodio non va sopravvalutato: le incursioni infatti non terminarono negli anni successivicite-ref-barbero12-51-1[51]. Per le ambizioni di Carlo Martello, però, lo scontro dimostrava la sua capacità di ergersi a "difensore della Cristianità".
La dinastia mwa8ccarolingia, nome con cui sono conosciuti i successori di Carlo Martello, prese ufficialmente il potere sui regni di Austrasia e Neustria nel 751 con mwa8gPipino il Breve. mwa8kPapa Stefano II consacrò personalmente Pipino, legittimando il suo potere. La propaganda pipinide coniò in questo periodo la definizione di "mwa8ore fannulloni" per i Merovingi, esaltando al contempo la vittoria di Carlo Martello sui musulmanicite-ref-58[58]. Pipino il Breve sconfisse i Longobardi e la sua successiva mwa88donazione dei territori dell'Italia centrale alla mwa9aSanta Sede segnò l'inizio dello mwa9eStato Pontificio.
Alla morte di Pipino il Breve nel 768, i suoi due figli mwa9mCarlo Magno e mwa9qCarlomanno si spartirono l'eredità. Quando Carlomanno morì per cause naturali, Carlo Magno si ritrovò a essere l'unico re dei Franchi. Carlo Magno intraprese dal 774 un'espansione sistematica che avrebbe unificato buona parte dell'Europa occidentale. mwa9uSoggiogò i Sassoni, conquistò i Longobardi e creò una mwa9ynuova provincia di confine nel Nord della Spagna. Tra il 791 e l'803, le truppe franche distrussero gli Avari, facilitando lo sviluppo di piccoli principati slavi, governati principalmente da ambiziosi signori della guerra sotto la sovranità franca. L'incoronazione imperiale di Carlo Magno nella notte di Natale dell'800 segnò un punto di svolta nella storia medievale. L'assunzione del titolo imperiale da parte di Carlo Magno peggiorò inoltre le relazioni con l'Impero bizantino, che non riconobbe l'avvenimento. Nell'812, a seguito di attente e prolungate trattative, i Bizantini riconobbero il nuovo titolo di Carlo Magno, ma senza riconoscerlo come secondo "imperatore dei Romani".
L'Impero era suddiviso in mwa9gcomitati, di estensione varia, amministrati da mwa9kconti, agenti territoriali del potere regio. La contea poteva a volte corrispondere ad antiche circoscrizioni pubbliche romane, mentre ai margini dell'Impero erano state costituite le mwa9omarche, territori con fortificazioni e guarnigioni militari considerevoli. Il controllo sul territorio fu rafforzato con un sistema di emissari, i mwa9smwa9wmissi dominici, che si occupavano del controllo dei funzionari pubblici e della diffusione dei mwa90capitolari. Pur senza abbandonare l'uso barbarico di una corte itinerante, Carlo scelse dal 794 una residenza privilegiata, mwa94Aquisgrana, sede del palazzo reale. Carlo Magno dette impulso a una vera e propria riforma nei vari ambiti culturali (in mwa98architettura, nelle mwa-aarti filosofiche, nella mwa-eletteratura, nella mwa-ipoesia) che è stata definita dagli storici novecenteschi "mwa-mRinascita carolingia". Istituì la mwa-qmwa-uschola palatina presso il palazzo reale di Aquisgrana, diretta da mwa-yAlcuino di York, e favorì l'insegnamento delle arti secondo la divisione nel mwa-ctrivium, e nel mwa-gquadrivium, in un rinnovato interesse per gli studi classici. In generale ripresero vigore le scuole presso le sedi vescovili, le mwa-kscuole cattedrali, e nei monasteri. È nel periodo carolingio che venne elaborata una nuova forma di mwa-oscrittura, la mwa-sminuscola carolina, per facilitare il lavoro di copia degli amanuensi e la lettura dei testi essenziali, costituendo la base di ogni successiva corsiva minuscola.
Carlo Magno promosse cambiamenti nella mwa-0liturgia cristiana, imponendo la forma romana del servizio ecclesiastico sui suoi domini, così come il mwa-4canto gregoriano nella musica liturgica per le chiese. Un'attività importante per gli studiosi in questo periodo era la copia, correzione e diffusione di opere fondamentali su argomenti religiosi e laici. I grammatici del periodo modificarono la lingua latina, trasformandola dal mwa-8latino classico dell'Impero romano al mwa-alatino medievale.
Il crollo dell'Impero carolingio
Già con il figlio di Carlo Magno, mwa-oLudovico il Pio, la debolezza del potere centrale aveva innescato una deriva dell'Impero carolingio, della quale approfittarono le aristocrazie per esercitare il potere in maniera sempre più libera e arbitraria. Alla morte di Ludovico il Pio (840) mwa-sLotario I assunse la corona imperiale, come previsto dal padre, mentre i due fratelli superstiti Ludovico e Carlo si allearono per obbligarlo a cedere una parte del potere. Il mwa-wgiuramento di Strasburgo, rivolto alle truppe dei due fratelli, è rimasto famoso perché conserva il primo accenno scritto alle nascenti lingue francesi e tedesca.
Nell'843, con il mwa-4trattato di Verdun, Lotario dovette scendere a patti: mantenne la corona imperiale, ma si limitò a governare la mwa-8mwbaaFrancia Media, comprendente la fascia di territorio centrale chiamata mwbaeLotaringia e l'Italia. Carlo il Calvo prese la mwbaimwbamFrancia occidentalis e Ludovico il Germanico la mwbaqmwbauFrancia orientalis. Con la morte di Lotario, Ludovico prese la corona imperiale, quindi nell'875 gli succedette Carlo il Calvo. Carlo il Calvo morì nell'877 con l'impero carolingio ormai in dissoluzione. Gli succedette mwbayCarlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico, che fu deposto da una mwbacdieta di Grandi dell'Impero nell'887. A quel punto l'impero di Carlo Magno fu definitivamente disgregato e le diverse fazioni cercarono di porre il proprio controllo sulla corona: mwbagArnolfo di Carinzia fu proclamato re dei Franchi orientali, mwbakOddone di Parigi fu proclamato re dei Franchi occidentali, mentre mwbaoBerengario del Friuli e mwbasGuido II di Spoleto finirono per contendersi la corona di re d'Italia. Le dinastie carolinge si estinsero nei diversi reami, tuttavia il titolo imperiale sopravvisse, diventando simbolo di un'autorità sempre più teorica, fino a rimanere vacante a partire dal 924. I nuovi sovrani, perdendo la visione universalistica dei loro predecessori, cominciarono a far sempre più riferimento alle realtà nazionali costituenti i propri domini. Il collasso dell'impero carolingio fu accompagnato dalle cosiddette "seconde invasioni", con gruppi non numerosi, ma molto agguerriti e affamati di preda, provenienti sia da est, ma anche, e questa fu una novità nel panorama europeo, da sud e da nord. Vari aggregati tribali mwbawscandinavi, definiti mwba0Vichinghi o mwba4Normanni, si resero protagonisti di saccheggi sulle coste atlantiche e settentrionali fra la fine dell'mwba8VIII e l'mwbbaXI secolo, stabilendosi poi nelle mwbbeIsole britanniche, mwbbiIslanda e nell'mwbbmItalia meridionale. Nel 911 con mwbbqRollone fu stabilito un ulteriore insediamento normanno in quella che sarebbe stata poi chiamata "mwbbuNormandia". Germania e Italia furono invece sotto il mwbbycostante attacco degli mwbbcUngari, fino alla sconfitta degli invasori nella mwbbgbattaglia di Lechfeld del 955 per opera di mwbbkOttone I di Sassonia. A questo quadro si aggiungevano le scorrerie navali dei mwbboSaraceni, che riguardavano prevalentemente il Mediterraneo. Gli Aghlabidi mwbbsconquistarono la Sicilia e gli Omayyadi di al-Andalus annetterono le mwbbwIsole Baleari.
L'Europa post-carolingia
Gli sforzi dei re locali per combattere gli invasori portarono alla formazione di nuove entità politiche. Nell'Inghilterra mwbcganglosassone, il re mwbckAlfredo il Grande (r. 871–899) raggiunse un accordo con gli invasori vichinghi alla fine del IX secolo, che si tradusse in mwbcoinsediamenti danesi in mwbcsNorthumbria, mwbcwMercia e parti dell'Anglia orientale. Entro la metà del X secolo, i successori di Alfredo avevano conquistato la Northumbria e ripristinato il controllo inglese sulla maggior parte della Gran Bretagna meridionale. Agli inizi del X secolo, si stabilì nel mwbc0Regnum Teutonicorum, nuova denominazione del Regno dei Franchi orientali, la mwbc4dinastia ottoniana con Ottone I. Dopo la vittoria di Lechfeld, gli Ungari furono mwbc8convertiti al cristianesimo e vennero fatti insediare sul medio corso del mwbdaDanubio, dando origine a un regno che da essi prese il nome di mwbdeUngheria. Dopo essere intervenuto anche in Italia, nel 962 Ottone si fece incoronare imperatore da mwbdipapa Giovanni XII. Gli storici considerano questo evento come la fondazione del mwbdmSacro Romano Impero, sebbene il termine sia stato adottato successivamentecite-ref-59[59]. Nel 972 Ottone si assicurò il riconoscimento del suo titolo dall'Impero bizantino, sigillandolo col matrimonio fra suo figlio mwbdgOttone II e la principessa bizantina mwbdkTeofano. L'Italia, e in seguito la mwbdoBorgogna, entrarono nella sfera d'influenza ottoniana, mentre il mwbdsRegno dei Franchi Occidentali, frammentato in signorie locali, rimaneva fuori dal Sacro Romano Imperocite-ref-60[60]. Nella penisola iberica, il mwbeaRegno delle Asturie si espanse lentamente a sud nell'VIII e IX secolo e continuò come mwbeeRegno di León, quando il centro reale fu spostato da Oviedo settentrionale a León negli anni dieci del X secolo.
Gli sforzi missionari in mwbemScandinavia durante il IX e il X secolo contribuirono a rafforzare la crescita di regni come mwbeqSvezia, mwbeuDanimarca e mwbeyNorvegia, che hanno guadagnato potere e territorio. Alcuni re si convertirono al cristianesimo, altri invece si convertiranno dopo il 1000. Anche gli scandinavi si espansero e stabilirono insediamenti in tutta Europa: oltre a quelli in Irlanda, Inghilterra e Normandia, si insediarono anche nei territori che divennero mwbecRussia e mwbegIslanda. Commercianti e predoni svedesi percorsero i fiumi della steppa russa e tentarono persino di impadronirsi di Costantinopoli nell'860 e nel 907. Coloni norvegesi mwbeksi stabilirono in Islanda e crearono un mwbeosistema politico che ostacolò l'accumulo di potere da parte di mwbescapi ambiziosi.
Bisanzio rinacque le sue fortune sotto l'imperatore mwbe0Basilio I e i suoi successori mwbe4Leone VI e mwbe8Costantino VII, membri della mwbfadinastia macedone. Il commercio riprese e gli imperatori provvidero all'estensione di un'amministrazione uniforme per tutte le province. La corte imperiale fu il centro di una rinascita della cultura classica, un processo noto come mwbferinascenza macedone. L'esercito fu riorganizzato, cosa che permise agli imperatori mwbfiGiovanni I e mwbfmBasilio II di espandere le frontiere dell'impero.
Gli sforzi missionari del clero sia orientale sia occidentale portarono alla conversione dei mwbfuMoravi, dei mwbfyBulgari danubiani, dei mwbfcCechi, dei mwbfgPolacchi, dei mwbfkMagiari e degli abitanti della mwbfoRus' di Kiev. La Moravia fu vittima delle mwbfsinvasioni magiare intorno al 900, la Bulgaria dell'espansionismo bizantino tra il 971 e il 1018. Dopo la caduta della Moravia, i duchi della dinastia ceca dei mwbfwPřemyslidi consolidarono il potere in Boemia. In Polonia la distruzione dei vecchi centri di potere e la costruzione di nuove roccaforti accompagnarono la formazione dello Stato sotto la dinastia dei mwbf0Piasti. Nel mwbf4Principato d'Ungheria, i principi della dinastia degli mwbf8Arpadi schiacciarono con grande violenza l'opposizione dei capi magiari rivali. I principi mwbgaRjurikidi della Rus' di Kiev sostituirono i Cazari come potenza egemone nell'Europa orientale dopo che i predoni mwbgeRus' saccheggiarono la capitale Cazara mwbgiAtil nel 965.
L'arte e l'architettura altomedievale
Dopo che l'mwbg0Editto di Milano aveva legalizzato la professione del cristianesimo nell'Impero romano, emersero nuovi luoghi di culto pubblici. Le mwbg4basiliche, grandi aule che originariamente servivano per funzioni amministrative, furono adattate al culto cristiano sotto Costantino il Grande. Durante il regno dei suoi successori furono costruite nuove basiliche nelle maggiori città del mondo romano, e anche nei Regni romano-barbarici fino alla metà del VI secolo. Alla fine del VI secolo, le chiese bizantine adottarono un modello architettonico alternativo che imitava la pianta rettangolare e la cupola della Cattedrale di mwbg8Santa Sofia, la più grande struttura a tetto singolo del mondo romano. Poiché le ampie basiliche divennero di scarsa utilità con il declino dei centri urbani, cedettero il posto a chiese più piccole. All'inizio dell'VIII secolo, l'Impero carolingio fece rivivere la forma architettonica della basilica. Una caratteristica della basilica è l'uso di un mwbhatransetto, ovvero le "braccia" di un edificio a forma di croce, perpendicolari alla lunga navata.
Dopo la disgregazione dell'Impero carolingio, la diffusione dei mwbhicastelli aristocratici indica nell'Europa occidentale il passaggio dalle fortificazioni comunali alla difesa privata. I signori locali, sia laici sia ecclesiastici, in occasione delle invasioni di Ungari, Normanni e Saraceni, di fronte alle quali i sovrani e i principi nati dal collasso della formazione carolingia si dimostrarono spesso incapaci, avevano cominciato a erigere castelli (dal mwbhmlatino mwbhqcastrum, fortezza) per proteggere i propri possedimenti e a organizzare una difesa indipendente, dando inizio al fenomeno dell'mwbhuincastellamento. La costruzione di castelli trovava talvolta il consenso del sovrano, ma spesso l'incastellamento avveniva su iniziativa dei signori del luogo, senza alcuna preventiva autorizzazione. Inizialmente i castelli si presentavano come semplici insiemi di edifici dalla struttura ancora abbastanza primitiva, recintati da palizzate in legno e contrafforti di terra. Progressivamente la pietra sostituì il legno nelle fortificazioni, si sfruttò meglio la fisionomia del suolo collocando i castelli su alture, si ampliarono le zone abitabili e i magazzini. La presenza di una o più torri era l'elemento più caratteristico di una fortezza medievale. I castelli spesso si sviluppavano in complessi multifunzionali con mwbhyponti levatoi, cortili fortificati, cisterne o pozzi, sale, cappelle, scuderie e officine.
L'mwbhgarte carolingia fu dominata dagli sforzi per riconquistare la dignità e il classicismo dell'arte imperiale romana e mwbhkbizantina, ma fu anche influenzata dall'mwbhoarte insulare delle isole britanniche. L'arte insulare ha integrato l'energia degli stili di ornamento mwbhsceltico irlandese e mwbhwgermanico anglosassone con forme mediterranee come il libro e ha stabilito molte caratteristiche dell'arte per il resto del periodo medievale. Le opere religiose sopravvissute dell'Alto Medioevo sono per lo più mwbh0manoscritti miniati e mwbh4avori scolpiti, originariamente realizzati per lavori in metallo che da allora sono stati fusi. Gli oggetti in metalli preziosi erano la forma d'arte più prestigiosa, ma quasi tutti sono andati perduti tranne pochi, come croci e mwbh8reliquiari. I libri altamente decorati erano per lo più mwbiaevangeliari che sono sopravvissuti in numero maggiore, come ad esempio il mwbieLibro di Kells. La corte di Carlo Magno sembra essere stata responsabile dell'accettazione della scultura monumentale figurativa nell'mwbiiarte cristiana e alla fine del periodo figure quasi a grandezza naturale come la mwbimCroce di Gerone erano comuni nelle chiese più importanti.
L'introduzione della cavalleria pesante
Durante il tardo Impero romano, i principali sviluppi militari furono i tentativi di creare una forza di cavalleria efficace, nonché il continuo sviluppo di tipi di truppe altamente specializzati. La creazione di soldati di tipo mwbigcatafratto pesantemente corazzati come cavalleria era una caratteristica importante dell'esercito romano del V secolo. Le varie tribù di invasori avevano enfasi diverse sui tipi di soldati, che andavano dagli invasori anglosassoni della Gran Bretagna principalmente di fanteria ai Vandali e ai Visigoti che avevano un'alta percentuale di cavalleria nei loro eserciti. Il più grande cambiamento nel settore militare durante il periodo delle invasioni barbariche fu l'adozione dell'mwbikarco composito unno al posto del precedente e più debole arco composito mwbioscita. La cavalleria pesante avara introdusse l'uso della mwbisstaffa in Europa, che fu adottata dai cavalieri bizantini prima della fine del VI secolo. Altri importanti sviluppi furono l'uso crescente di spade lunghe e la progressiva sostituzione dell'mwbiwarmatura a scaglie con la mwbi0cotta di maglia e l'mwbi4armatura lamellare.
L'importanza della fanteria e della cavalleria leggera iniziò a diminuire durante il primo periodo carolingio, con un crescente predominio della mwbjacavalleria pesante d'mwbjeélite. L'uso della mwbjileva di tipo miliziano della popolazione libera diminuì durante il periodo carolingio. Sebbene gran parte degli eserciti carolingi fosse a cavallo, durante il primo periodo sembra essere stata soprattutto mwbjmfanteria montata, piuttosto che vera cavalleria. Un progresso tecnologico che ha avuto implicazioni oltre l'esercito è stata l'introduzione del mwbjqferro di cavallo, che ha consentito l'uso dei cavalli su terreni rocciosi.
Il feudalesimo e il sistema curtense
Il mwbj0feudalesimo regolava le relazioni sociali fondamentali in molte parti d'Europa. In questo sistema, una parte concedeva all'altra la proprietà, solitamente la terra, in cambio di servizi, per lo più di natura militare, che il destinatario, o mwbj4vassallo, doveva rendere al signore. Conti e marchesi ottennero col mwbj8capitolare di Quierzy, emanato da mwbkaCarlo il Calvo nell'877 la possibilità di trasmettere le cariche comitali e i feudi in eredità (seppur provvisoriamente, in casi eccezionali, come la partenza del re per una spedizione militare)cite-ref-61[61]. Soltanto dal 1037 ci fu la vera ereditarietà, quando i feudatari ottennero l'irrevocabilità e trasmissibilità ereditaria dei mwbkubeneficia con la mwbkymwbkcConstitutio de feudis dell'imperatore mwbkgCorrado IIcite-ref-62[62].
Molti contadini non erano più sistemati in fattorie isolate, ma si erano riuniti in piccole comunità più difendibili, le mwbk4curtis. Nel mwbk8sistema curtense, la mwblatenuta comprendeva i lotti posseduti da contadini affittuari (i "mansi") e il demanio del signore. Il possesso di schiavi stava diminuendo poiché gli ecclesiastici proibivano la riduzione in schiavitù dei correligionari, ma una nuova forma di dipendenza (mwbleservitù della gleba) la soppiantò alla fine dell'XI secolo. A differenza degli schiavi, i servi avevano capacità giuridica e il loro status ereditario era regolato da accordi con i loro signori. Le restrizioni alle loro attività variavano, ma la loro libertà di movimento era abitualmente limitata e di solito dovevano mwblimwblmcorvées o servizi di lavoro. L'economia curtense era diffusa soprattutto nel Regno dei mwblqFranchi e in particolare tra la mwbluLoira e la mwblySenna, che con alcune varianti si radicò un po' in tutta l'Europa cristiana.
Pieno Medioevo
Nei paesi di cultura anglosassone si usa spesso distinguere nel Medioevo tre periodi: mwblsAlto Medioevo, mwblwPieno Medioevo e mwbl0Tardo Medioevo; questa tripartizione solitamente non è utilizzata nella storiografia di altri paesi, tra cui l'Italia, in cui invece è consuetudine suddividere il Medioevo in due periodi: Alto Medioevo e mwbl4Basso Medioevocite-ref-capitani15segg-8-2[8]cite-ref-cita-piccinni-2007-18-1[18].
In particolare, il concetto anglosassone di "Pieno Medioevo" si riferisce ai secoli centrali del Medioevo (XI-XII secolo)cite-ref-cita-piccinni-2007-18-2[18], caratterizzati dalla piena e completa fioritura del sistema dei mwbmwComuni medievali e dalla mwbm0lotta fra i due poteri universali, mwbm4Impero e mwbm8Papatocite-ref-capitani15segg-8-3[8]. Al di fuori della storiografia anglosassone, il Pieno Medioevo corrisponde ai secoli iniziali del Basso Medioevo.
Basso Medioevo
La società medievale tra X e XIV secolo
Dal mwboiX al mwbomXIV secolo ci fu una mwboqcrescita economica e demografica senza precedenti. La popolazione stimata dell'Europa crebbe da 35 a 80 milioni tra il 1000 e il 1347. Tale incremento fu sostenuto all'inizio dall'espandersi e addensarsi di insediamenti umani e coltivazioni; il processo (avviatosi a seconda dei casi in momenti diversi ma per lo più tra mwbouX e mwboyXI secolo) di incremento delle aree già coltivate, di occupazione di terreni non sottoposti a sfruttamento regolare, di dissodamento e mwboccolonizzazione di nuove terre, raggiunse il culmine nel corso del XII secolo, e proseguì, anche nelle aree più densamente popolate, fino alla metà del Duecento. Non vi furono "motori" né spiegazioni causali straordinarie, né improvvise svolte epocali, ma una lenta e costante crescita della popolazione e del prodotto globale.
L'affermarsi dei poteri signorili portò a una netta distinzione fra chi esercitava il potere e chi lo subiva. Furono elaborate ideologie e immagini della società, a partire dall'XI secolo con mwbokAdalberone di Laon (nella sua opera mwbooCarmen ad Robertum regem), che distinguevano tre mwbosordini: i mwbowbellatores, coloro che proteggevano con le armi i deboli dai soprusi e la chiesa dai nemici della Cristianità, gli mwbo0oratores, i membri del clero specialisti della preghiera, e i mwbo4laboratores, che procuravano il cibo alle altre due categorie, sostenendo l'intera società. In questo contesto cambiavano anche le forme di definizione della supremazia sociale. Circa il 90% della popolazione europea rimase costituita da contadini rurali.
Secondo mwbpaMarc Bloch tra il mwbpeXII e il mwbpiXIII secolo avvenne un passaggio dalla condizione di "nobiltà di fatto", ovvero dall'organizzazione in forme aperte e fluide, alla condizione di "nobiltà di diritto", con la definizione di un ceto chiuso a base ereditaria. Al concetto di nobiltà è connesso il concetto di cavalleria. I mwbpmcavalieri, di origini sociali diverse, erano specialisti della guerra che aiutavano i signori nell'esercizio del loro dominio. Il possesso del costosissimo equipaggiamento militare e il prestigio crescente dei cavalieri portò a una progressiva identificazione tra cavaliere e nobile. L'introduzione di un'investitura formale, l'mwbpqmwbpuadoubement, contribuì alla percezione della cavalleria come gruppo limitatocite-ref-bloch-63-0[63]. La tendenza, fra XI e XII secolo, a riservare l'addobbamento ai soli figli dei cavalieri, era segno dell'ormai avvenuta identificazione della cavalleria con la nobiltà, ormai considerata una classe chiusa.
Il clero si divideva in due tipologie: il mwbpsclero secolare, che si prendeva cura dei bisogni spirituali dei credenti, prestando servizio soprattutto nelle chiese parrocchiali; e il mwbpwclero regolare, che viveva sotto una regola religiosa come monaci, mwbp0canonici o mwbp4frati. Per tutto il periodo i chierici rimasero una quota molto piccola della popolazione, di solito circa l'1%. Gli ecclesiastici supervisionavano diversi aspetti della vita quotidiana e i tribunali ecclesiastici avevano la giurisdizione esclusiva sulle questioni matrimoniali.
Le donne dovevano ufficialmente essere subordinate a un maschio, fosse questo il padre, il marito o un altro parente. Il lavoro delle donne consisteva generalmente nei lavori domestici e nella cura dei figli. Le contadine potevano integrare il reddito familiare filando o producendo la birra in casa e dovevano anche aiutare nei lavori nei campi al momento del raccolto. Le donne di città potevano impegnarsi nel commercio, ma spesso solo con il permesso del marito e, a differenza dei loro concorrenti maschi, non sempre erano autorizzate a formare apprendisti. Le nobildonne potevano ereditare la terra in assenza di un erede maschio, ma la loro capacità di dare alla luce figli era considerata la loro principale virtù. Nella Chiesa l'unico ruolo aperto alle donne era quello delle mwbqasuore e i monasteri femminili furono importanti centri di cultura, come testimonia la figura di mwbqeIldegarda di Bingen.
La vita cittadina e la rinascita economica
La ripresa del commercio
La ripresa e lo sviluppo del grande commercio nel XII e nel XIII secolo si sono realizzati in quella che è stata definita "mwbrarivoluzione commerciale".cite-ref-64[64] Dalla mwbruMalesia, da mwbrySumatra e dalla mwbrcCorea provenivano mwbrgoro e mwbrkargento; da mwbroCeylon e dall'mwbrsIndia arrivavano le preziose spezie (mwbrwpepe, mwbr0chiodi di garofano, mwbr4noce moscata e mwbr8cinnamomo), indispensabili per la cucina e la conservazione degli alimenti, il mwbsasandalo, il mwbsebambù, l'mwbsialbero della canfora, le essenze profumate (mwbsmmuschio, mwbsqincenso, ecc.) e infine le pietre preziose; da mwbsuCina e mwbsyGiappone arrivavano stoffe preziose e suppellettili in mwbscporcellana; altre derrate di minor pregio, ma scambiate in maggiori quantità, erano il mwbsgriso, lo mwbskzucchero di canna e i mwbsocereali, le quali viaggiavano di solito per mare.
L'aumento del commercio portò nuovi metodi di gestione del denaro e furono nuovamente coniate monete d'oro in Europa, prima in Italia e poi in Francia. Nacquero nuovi tipi di contratto commerciale, più flessibili e omologati dappertutto; nacquero le società di persone e di capitali, le mwbswcompagnie commerciali e le commende. Le compagnie avevano succursali nelle più importanti piazzeforti ed erano organizzate in maniera tale da poter far muovere merci e capitali senza bisogno di far muovere i suoi dirigenti né il denaro, che grazie alle mwbs0lettere di cambio si poteva riscuotere in qualsiasi filiale della compagnia. Nacquero le prime banche in senso moderno e le prime forme di mwbs4assicurazione. L'attività bancaria prosperò, nonostante i divieti ecclesiastici di guadagnare denaro "dal denaro".
Mentre nuove città si sviluppavano dai centri commerciali locali, la crescita economica portò una nuova ondata di urbanizzazione. Re e aristocratici sostennero il processo principalmente nella speranza di maggiori entrate fiscali. La maggior parte delle comunità urbane ricevette privilegi che riconoscevano la propria autonomia, ma poche città riuscirono a liberarsi di tutti gli elementi di controllo reale o aristocratico. Nonostante la rinascita delle città, durante tutto il Medioevo la popolazione urbana probabilmente non superò mai il 10% della popolazione totale.
Rinascita delle città
Con la rinascita delle città e la ripresa delle attività mwbtwartigianali, i nuovi ceti urbani si riunirono per liberarsi dai vincoli mwbt0feudali e dall'autorità mwbt4imperiale, creando una nuova realtà politica: i mwbt8liberi comuni in Italia e le mwbualibere città imperiali in Germania. L'incremento demografico, infatti, aveva portato alla formazione di nuovi centri urbani e alla rinascita di quelli esistenti. Così, la città tornava a essere, come nell'antichità, il centro propulsore della società civile. All'interno delle mura vennero a convivere uomini di estrazione sociale molto diversa: contadini inurbati in seguito all'eccedenza di manodopera nei campi, feudatari minori che cercavano di sottrarsi ai vincoli verso i grandi feudatari trasferendosi in città, oltre che notai, giudici, medici, piccoli artigiani e mercanti.
Nelle città si tenevano mwbuimercati, spesso con frequenza settimanale, in cui le derrate agricole venivano offerte al consumo dei ceti urbani, con esclusione dell'aristocrazia che poteva far fronte ai propri consumi con i prodotti dei propri fondi. Anche altre merci venivano scambiate, sebbene generalmente i costi di trasporto, i dazi, i costi di cambio, le differenze di pesi e misure e politiche mwbumprotezionistiche rappresentassero ostacoli alla circolazione delle merci da luoghi remoti. I mercanti forestieri intervenivano nelle mwbuqfiere, associate a feste religiose locali, che avevano cadenza annuale: accanto a grandi fiere che richiamavano centinaia di mercanti, anche piccoli borghi potevano avere una propria fiera locale.
Ripresa dei contatti marittimi
Diverse città mediterranee che prosperarono grazie al commercio marittimo sono note col nome di mwbukrepubbliche marinarecite-ref-65[65]. Queste città riaprirono le rotte marittime tra Europa, Asia ed Africa, che si erano interrotte con la fine dell'Impero romano d'Occidente. Le prime a sorgere, nel IX secolo, furono il mwbu4Ducato di Amalfi, il mwbu8Ducato di Gaeta e la mwbvaRepubblica di Venezia, a cui si aggiunsero nell'XI secolo anche la mwbveRepubblica di Genova, la mwbviRepubblica di Pisa, la mwbvmRepubblica di Ancona e, in mwbvqDalmazia, la mwbvuRepubblica di Ragusa; il XII secolo vide la fine dell'indipendenza di Amalfi e di Gaeta e l'inizio della storia marinara della piccola mwbvyRepubblica di Noli; le repubbliche marinare che ebbero un'indipendenza che superò il Medioevo e arrivò sino alle soglie dell'mwbvcEtà contemporanea furono Genova, Ragusa e Veneziacite-ref-66[66].
Il proficuo rapporto tra commercio, navigazione e cultura, tipico delle repubbliche marinare, è testimoniato dalle informazioni riguardanti ogni settore del sapere che numerosi viaggiatori, nativi di queste città, riportarono in Europa dall'Africa e dall'Asia; tra quelli di età medievale si devono ricordare almeno: mwbv0Marco Polo, che arrivò in mwbv4Estremo Oriente percorrendo la mwbv8Via della seta; mwbwaGiovanni Caboto, che esplorò la costa atlantica del mwbweCanada; mwbwiLanzerotto Malocello, che giunse alle mwbwmisole Canarie; mwbwqCiriaco d'Ancona, che rese noti agli europei celebri monumenti antichi dell'Asia e dell'Africa mediterranee ed è considerato il padre dell'mwbwuarcheologia; mwbwyLeonardo Fibonacci, che in Egitto apprese le conoscenze scientifiche arabe, tra cui la mwbwcnumerazione decimale e l'mwbwguso dello zero, che poi rielaborò e diffuse in Europa; infine, mwbwkCristoforo Colombo, che attraversando l'Atlantico diretto in Estremo Oriente, si imbatté in un continente fino ad allora sconosciuto agli europei: l'mwbwoAmerica; il suo viaggio, però, per le conseguenze planetarie che ebbe, è convenzionalmente considerato la fine del Medioevo europeo. Alcuni di questi viaggiatori, come Marco Polo, Cristoforo Colombo e Ciriaco d'Ancona, lasciarono preziosi resoconti di viaggio che fecero scoprire agli europei terre sino ad allora ignote e conoscere meglio paesi di cui non si avevano informazioni dettagliate, se non grazie a testi greci e latini scritti secoli prima.
| IX secolo | X secolo | XI secolo | XII secolo | XIII secolo | XIV secolo | XV secolo | Localizzazione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Amalfi , Gaeta e Venezia | Amalfi , Gaeta e Venezia | Venezia , Genova , Pisa , Ancona , Ragusa e Noli | Venezia , Genova , Pisa , Ancona , Ragusa e Noli | Venezia , Genova , Pisa , Ancona , Ragusa e Noli | Venezia , Genova , Pisa , Ancona , Ragusa e Noli | Venezia , Genova , Ancona e Ragusa | |
Oltre all'Italia, l'altra grande zona commerciale europea era l'area del mwbasMar Baltico e il mwbawMare del Nord, con le attivissime mwba0città portuali anseatiche, che presero il controllo delle rotte commerciali che collegavano le isole britanniche e i mwba4Paesi Bassi con la Scandinavia e l'Europa orientale. Grandi fiere commerciali furono istituite e fiorirono nel mwba8Nord della Francia, consentendo ai commercianti italiani e tedeschi di commerciare tra loro e con i commercianti locali. Le più importanti città anseatiche furono mwbbaLubecca, mwbbeAmburgo e mwbbiBrema, a cui se ne aggiungono molte altre, tra cui mwbbmRostock, mwbbqWismar, mwbbuStralsund, mwbbyDanzica, mwbbcBruges, mwbbgBergen, mwbbkNovgorod, mwbboCracovia e mwbbsKönigsberg.
La crescita economica offrì ai mercanti ebrei l'opportunità di diffondersi in tutta Europa. Erano particolarmente attivi nel prestito di denaro, perché potevano ignorare la condanna dei chierici cristiani degli interessi sui prestiti. Gli usurai e i prestatori di pegno ebrei rafforzarono l'mwbb0antisemitismo, che portò ad accuse di blasfemia e a mwbb4pogrom.
Le innovazioni tecnologiche
La tecnologia nel Pieno Medioevo si sviluppò principalmente attraverso innovazioni minori e con l'adozione di tecnologie avanzate provenienti dall'Asia attraverso la mediazione musulmana. I principali progressi tecnologici includevano i primi orologi meccanici, la produzione di alcolici mwbcgdistillati e l'uso dell'mwbckastrolabio. Gli mwbcoocchiali convessi furono probabilmente inventati intorno al 1286. I primi mwbcsmulini a vento furono costruiti in Europa nel XII secolo e i mwbcwfilatoi apparvero intorno al 1200.
Lo sviluppo di un sistema di mwbc4rotazione triennale per la semina delle colture aumentò l'utilizzo del suolo di oltre il 30%, con un conseguente aumento della produzione. Contemporaneamente si diffuse l'mwbc8aratro pesante, a vomere asimmetrico, dotato di avantreno mobile su ruote e che necessitava di essere trasportato da buoi o talvolta cavalli. Il suo utilizzo portò a un susseguirsi di invenzioni per facilitare il compito dell'animale quale il mwbdamwbdegiogo frontale per i buoi e il mwbdimwbdmcollare da spalla per i cavalli. Aumentò la coltivazione di legumi, come piselli, fagioli o lenticchie, accanto a quella dei cereali.
La costruzione di mwbducattedrali e castelli portò al progresso della tecnologia edilizia, con la costruzione di grandi edifici in pietra. Le strutture ausiliarie includevano nuovi municipi, ospedali e ponti. La costruzione navale migliorò con l'uso del metodo di assi e tavole piuttosto che dell'antico sistema romano di mwbdytenone e mortasa. Altri miglioramenti alle navi includevano l'uso della mwbdcvela latina e del mwbdgtimone a poppa, che aumentavano entrambi la velocità alla quale le navi potevano navigare.
Nel settore militare aumentò l'impiego della fanteria con ruoli specializzati. Insieme alla cavalleria pesante, ancora dominante, gli eserciti spesso includevano mwbdobalestrieri a cavallo e di fanteria, nonché mwbdsgenieri e ingegneri. L'uso delle balestre aumentò in parte a causa dell'aumento degli mwbdwassedi. Ciò portò all'uso di mwbd0elmi chiusi, armature pesanti e mwbd4armature per cavalli durante il XII e XIII secolo. La polvere da sparo era conosciuta in Europa dalla metà del XIII secolo.
La riforma gregoriana e gli ordini mendicanti
Nel corso dell'XI secolo si diffuse un desiderio di riforma nella Chiesa secolare che portò alla cosiddetta mwbemriforma gregoriana. Il lungo periodo di progressivo distanziamento fra Roma e Costantinopoli portò nel 1054 allo mwbeqScisma d'Oriente: mwbeupapa Leone IX, attraverso il suo legato mwbeyUmberto di Silva Candida, e il mwbecpatriarca mwbegMichele I Cerulario si scomunicarono a vicenda. La Chiesa cattolica romana ruppe ogni rapporto con la Chiesa greco-bizantina, che si autodefinì mwbekChiesa ortodossa. Lo scisma non fu mai più ricomposto e la frattura fra Occidente e Oriente divenne insanabile.cite-ref-67[67]
L'investitura laica (la nomina dei chierici da parte dei governanti secolari) fu condannata in un'assemblea di vescovi a Roma nel 1059, e lo stesso sinodo stabilì il diritto esclusivo del Collegio cardinalizio di eleggere i papi tramite il mwbe8mwbfaDecretum in electione papae: l'elezione pontificia da allora si sarebbe svolta durante un sinodo dei mwbfecardinali, titolari di chiese di Roma e dintorni (mwbfisedi suburbicarie). Il figlio e successore di Enrico, mwbfmEnrico IV, voleva preservare il diritto di nominare vescovi nelle sue terre, ma mwbfqpapa Gregorio VII nel 1075 ribadì il divieto per i laici di investire gli ecclesiastici e nello stesso anno formulò il mwbfumwbfyDictatus papae, raccolta di 27 proposizioni che stabilivano la mwbfcsupremazia del pontefice sulla Chiesa e gli attribuivano la facoltà di deporre i sovrani laici. Iniziava così la cosiddetta mwbfglotta per le investiture. I problemi rimasero irrisolti fino al 1122, quando mwbfkpapa Callisto II e il nuovo mwbfoimperatore Enrico V firmarono il mwbfsconcordato di Worms, che regolamentò le nomine dei vescovi e degli abati nei territori imperialicite-ref-68[68].
Il Basso Medioevo fu un periodo di grandi movimenti religiosi. Vecchi siti di pellegrinaggio come mwbgyRoma, mwbgcGerusalemme e mwbggSantiago di Compostela videro la crescita del numero di pellegrini ed emersero nuovi siti come il mwbgkMonte Gargano e mwbgoBari. Gruppi religiosi come i mwbgsValdesi e gli mwbgwUmiliati furono condannati come mwbg0eretici dal papato. Movimenti popolari emersero per sostenere l'attuazione della riforma della Chiesa, ma il loro mwbg4anticlericalismo a volte portò al rifiuto dei mwbg8dogmi cattolici da parte dei gruppi più radicali come i mwbhaValdesi e i mwbheCatari. Per sopprimere le eresie, nel 1231 fu istituito il tribunale dell'mwbhiInquisizione. La nascita di nuovi ordini monastici (mwbhmcertosini e mwbhqcistercensi) e di mwbhuordini religiosi cavallereschi nell'XI secolo avevano già manifestato l'esigenza di ritornare alla povertà della Chiesa primitiva. Nel XIII secolo furono legittimati dal papato gli mwbhyOrdini mendicanti (mwbhcfrancescani e mwbhgdomenicani), che avevano giurato mwbhkvoti di povertà e si guadagnavano da vivere mendicando.
L'Impero e l'emergere delle monarchie nazionali
Il Basso Medioevo è stato il periodo formativo nella storia del moderno Stato occidentale. I re di Francia, Inghilterra e Spagna consolidarono il loro potere e stabilirono istituzioni di governo durature. Il concetto di mwbigmonarchia ereditaria si stava rafforzando parallelamente allo sviluppo delle leggi che regolavano l'eredità delle terre. Quando nella maggior parte dei paesi venne riconosciuta la successione femminile, le prime mwbikregine regnanti assunsero il potere.
In mwbisItalia meridionale si andava formando il mwbiwRegno di Sicilia. I mwbi0Normanni, stabilitisi ormai in Normandia dalla Scandinavia, vedevano angusto il proprio territorio e cercavano sbocchi di espansione. Fu così che la famiglia mwbi4Altavilla riuscì a inserirsi nel Mezzogiorno d'Italia sfruttando le rivalità tra i vari signori locali e impadronendosi di mwbi8Puglia e mwbjaCalabria. Nel 1059 mwbjepapa Niccolò II riconobbe i territori normanni e nominò mwbjiRoberto il Guiscardo mwbjmduca di Puglia e di Sicilia, nonostante l'isola fosse allora ancora sotto il controllo degli mwbjqArabi. Tra il 1061 e il 1091 mwbjuRuggero I d'Altavilla, fratello di Roberto, strappò la mwbjySicilia agli Arabi. Nel 1071, infine, gli ultimi baluardi bizantini, mwbjcBrindisi e mwbjgBari, caddero in mano normanna. Nel 1113 mwbjkRuggero II riuscì a riunire nelle sue mani tutti i possedimenti normanni, creando uno Stato fortemente accentrato. Nel 1130 nacque il mwbjoRegno di Sicilia, per volontà dell'mwbjsantipapa Anacleto II espressa nel mwbjwconcilio di Melfi.
Il papato, a lungo legato a un'ideologia di indipendenza dall'influenza secolare, affermò la sua pretesa di autorità temporale sull'intero mondo cristiano. La mwbj4monarchia papale raggiunse il suo apogeo sotto il pontificato di mwbj8papa Innocenzo III.
Nel Sacro Romano Impero gli Ottoniani furono sostituiti dalla mwbkedinastia salica nel 1024. Dopo un breve intervallo tra il 1125 e il 1137, ai Saliani succedettero gli mwbkiHohenstaufen. I ricorrenti conflitti con il papato permisero alle città dell'Italia settentrionale e ai mwbkmprincipi ecclesiastici e secolari tedeschi di estorcere considerevoli concessioni agli imperatori. Nel 1183 con la mwbkqpace di Costanza l'imperatore mwbkuFederico I Barbarossa riconobbe l'autonomia dei mwbkycomuni italiani. Suo nipote mwbkcFederico II a soli tre anni fu proclamato re di Sicilia (1198) sotto la reggenza della madre Costanza d'Altavilla e nel 1220 fu consacrato imperatore. Egli fu duramente sconfitto dai comuni a mwbkgParma nel 1248. Dopo la morte di Federico nel 1250 e il breve regno di suo figlio, mwbkkCorrado IV, si aprì il periodo del mwbkoGrande Interregno (1254-1272), durante il quale nessuno dei pretendenti al titolo imperiale riuscì a farsi incoronare, mentre il Regno di Sicilia fu conquistato nel 1266 dal conte mwbksCarlo d'Angiò. Solo nel 1273 fu eletto un nuovo imperatore, mwbkwRodolfo d'Asburgo, grazie all'intervento del papa, ponendo le basi per il futuro dominio degli Asburgo in Europa.
In mwbk4Francia nel 987 mwbk8Ugo Capeto, mwblaconte di Parigi, riuscì a prendere il potere fondando la dinastia che da lui prese il nome di mwblecapetingia. Fino all'inizio dell'XI secolo i capetingi controllarono solo la Francia centro-settentrionale, con il resto del regno diviso in potenti ducati. mwbliLuigi VII riorganizzò la burocrazia regia, con una rete di mwblmprevosti e mwblqbalivi, che riscuotevano le imposte e amministravano la giustizia. Verso la fine del mwbluXII secolo, con mwblyFilippo Augusto, l'autorità dei re franchi riuscì a estendersi dai mwblcPirenei al mwblgcanale della Manica in seguito alla mwblkbattaglia di Bouvines del 1214.
In mwbmeInghilterra la mwbmiconquista normanna portò alla nascita di un regno governato da una dinastia mwbmmfrancofona. Nel 1066 mwbmqGuglielmo il Conquistatore, mwbmuduca di Normandia, sbarcava in Gran Bretagna sbaragliando con la mwbmybattaglia di Hastings la resistenza anglosassone e fu incoronato re d'Inghilterra quell'anno. Organizzò le circoscrizioni locali (contee) con funzionari regi (sceriffi) e creò un mwbmccatasto, il mwbmgmwbmkDomesday Book, con il quale censì tutte le strutture fondiarie del regno. La nobiltà inglese fu sostituita con una nuova aristocrazia mwbmofrancofonacite-ref-69[69]. Nell'XI secolo fu fondato lmwbm8'mwbnamwbneExchequer (scacchiere) sotto mwbniEnrico I e nacque il mwbnmparlamento. I mwbnqPlantageneti ereditarono il trono inglese con mwbnuEnrico II, aggiungendo l'Inghilterra al proprio mwbnyImpero angioino, che comprendeva feudi che la famiglia aveva ereditato in Francia. Nel 1215 mwbncGiovanni Senzaterra emanò la mwbngmwbnkMagna Carta, statuto legale inglese utilizzato per limitare i poteri del sovrano e proteggere i privilegi degli uomini libericite-ref-70[70].
Gli Stati cristiani iberici, che erano stati confinati nella parte settentrionale della penisola, iniziarono a respingere gli Stati islamici del Sud, un periodo noto come mwboqmwbouReconquista. Intorno al 1150, il Nord cristiano si era raggruppato nei cinque regni principali di mwboyLeón, mwbocCastiglia, mwbogAragona, mwbokNavarra e mwbooPortogallo. L'Iberia meridionale rimase sotto il controllo degli Stati islamici, inizialmente sotto il mwbosCaliffato di Cordoba, che si divise nel 1031 in un numero variabile di piccoli Stati conosciuti come mwbowmwbo0taifas. Sebbene gli mwbo4Almoravidi e gli mwbo8Almohadi, due dinastie del Maghreb, avessero stabilito un dominio centralizzato sull'Iberia meridionale rispettivamente negli anni 1110 e 1170, i loro imperi si disintegrarono rapidamente, consentendo un'ulteriore espansione dei regni cristiani. La mwbpabattaglia di Las Navas de Tolosa (1212) segna uno spartiacque nella storia della mwbpeReconquista: le principali città more (mwbpiCordova, mwbpmSiviglia e in genere tutta la valle del mwbpqGuadalquivir) furono conquistate dai cristiani. Ciò che rimaneva del mwbpumwbpyBilad al-Andalus si riorganizzò attorno alla taifa di mwbpcGranada.
L'Europa orientale vide l'espansione dell'mwbpkImpero mongolo, con mwbpoincursioni mongole in Bulgaria, Russia, Polonia, Ungheria, Croazia, Serbia e Bulgaria. mwbpsBatu Khan, nipote di mwbpwGengis Khan, stabilì la sua capitale a mwbp0Saraj, sul mwbp4Volga, fondando l'mwbp8Orda d'Oro, uno Stato mongolo nominalmente sotto l'autorità del lontano mwbqaGran Khan. I Mongoli esigevano pesanti tributi dai principati della Rus'. La conquista mongola fu seguita da un periodo pacifico (mwbqePax mongolica) nell'Europa orientale, che facilitò lo sviluppo di contatti commerciali diretti tra Europa e Cina attraverso le nuove mwbqicolonie genovesi nella regione del Mar Nero. Alla fine del XIII secolo furono sperimentate nuove rotte terrestri e marittime verso l'Estremo Oriente, descritte ne mwbqmIl Milione, scritto dal veneziano mwbqqMarco Polo, e nel mwbqual-Riḥla, del viaggiatore berbero mwbqyIbn Baṭṭūṭa, che percorse anche l'Africacite-ref-71[71].
Le crociate
mwbrqPapa Urbano II proclamò nel 1095 la mwbruprima crociata al mwbryConcilio di Clermont, dichiarando la liberazione di Gerusalemme come suo obiettivo finale e offrendo l'mwbrcindulgenza a tutti coloro che vi presero parte. All'appello risposero sia la nobiltà europea, sia un'ampia fetta di gente comune, animata dall'entusiasmo inculcato da alcuni predicatori come mwbrgPietro l'eremitacite-ref-72[72]. Partiti verso Costantinopoli senza una strategia precisa, le truppe guidate da principi francesi, normanni e fiamminghi conquistarono in poco tempo tutta la costa del mwbr0Mar di Levante, e nel 1099 presero Gerusalemmecite-ref-73[73]. Una caratteristica delle crociate furono i mwbsipogrom contro gli ebrei locali che spesso avvenivano quando i crociati lasciavano i loro paesi per l'Oriente. I pogrom antisemiti furono particolarmente violenti in mwbsmRenania.
Gli occidentali consolidarono le loro conquiste negli mwbsuStati crociati nel Nord della Siria e in Palestina, ma la loro sicurezza dipendeva dall'assistenza militare esterna che portò a ulteriori mwbsycrociate. La resistenza musulmana fu alimentata da ambiziosi signori della guerra, come mwbscSaladino che mwbsgconquistò Gerusalemme nel 1187. Nuove crociate prolungarono l'esistenza degli Stati crociati per un altro secolo, finché le ultime roccaforti dei crociati caddero nelle mani dei mwbskMamelucchi d'Egitto nel 1291.
Il papato utilizzò l'ideologia crociata contro i suoi oppositori e i gruppi non cattolici anche in altri teatri di guerra. La mwbtaReconquista iberica ridusse al-Andalus all'mwbteEmirato di Granada nel 1248. L'espansione dei sovrani tedeschi del Nord e scandinavi contro le tribù pagane vicine si sviluppò nelle mwbtiCrociate del Nord che portarono all'assimilazione forzata di numerosi popoli slavi, mwbtmbaltici e mwbtqfinnici nella cultura cattolica. La mwbtuquarta crociata fu dirottata su Costantinopoli e i crociati mwbtyconquistarono la città nel 1204, fondando l'mwbtcImpero latino di Costantinopoli. mwbtgMichele VIII Paleologo, sovrano di uno Stato bizantino in Asia Minore riconquistò la città nel 1261, ma mwbtkparti della Grecia rimasero sotto il dominio degli occidentali. La mwbtocrociata albigese contro i catari dell'mwbtsOccitania fornì l'opportunità alla monarchia francese di espandersi nella regione.
Il movimento crociato divenne un elemento caratterizzante della vita medievale. Spesso per finanziare le crociate venivano riscosse tasse straordinarie e dal 1213 il giuramento crociato poteva essere soddisfatto anche mediante un pagamento in contanti, il che dava luogo alla vendita delle indulgenze plenarie da parte delle autorità ecclesiastiche. Un'altra conseguenza delle crociate fu la fondazione di un nuovo tipo di ordine monastico, gli mwbt0ordini religiosi cavallereschi dei mwbt4Templari e degli mwbt8Ospitalieri, che fondevano la vita monastica con il servizio militare. Sebbene radicato negli Stati crociati, l'mwbuaOrdine Teutonico concentrò gran parte della sua attività nel Baltico dove fondò il mwbueproprio Stato nel 1226.
La vita intellettuale nel XII e XIII secolo
A mwbusChartres nacque nel XII secolo una mwbuwscuola cattedrale dove per la prima volta si iniziò a guardare allo studio della natura, delle scienze e, senza tralasciare lo studio delle Scritture e il culto per l'mwbu0mwbu4auctoritas, ci si ispirava alla tradizione mwbu8neoplatonica. Per quanto riguarda il livello superiore di istruzione, nel mwbvaXIII secolo alle mwbvescuole cattedrali si affiancarono le mwbviuniversità, che nacquero come associazioni private di studenti, che subito mirarono a un riconoscimento ufficiale e alla concessione di benefici di carattere giuridico e economico. A partire dal XIII secolo nasce anche la produzione e il commercio dei testi dei maestri a uso degli studenti. Si diffusero le mwbvmpeciae, fascicoli venduti dagli mwbvqstationarii (artigiani specializzati che copiano libri per mestiere)cite-ref-74[74], scritti su mwbvkcarta, materiale più economico, la cui tecnica di produzione era stata importata in Europa dagli Arabi, che l'avevano appresa dai Cinesi. Le nuove istituzioni educative incoraggiavano le discussioni accademiche. Particolarmente accesi furono i dibattiti tra mwbvorealisti e mwbvsnominalisti sul concetto degli mwbvwuniversali. Il discorso filosofico fu stimolato dalla riscoperta di mwbv0Aristotele e dalla sua enfasi sull'mwbv4empirismo e sul mwbv8razionalismo. Studiosi come mwbwaPietro Abelardo e mwbwePietro Lombardo introdussero la mwbwilogica aristotelica nella mwbwmteologia. Da allora la logica fu alla base del rinnovamento nella teologia e filosofia che va sotto il nome di mwbwqscolastica, che esprime una grande fiducia nella ragione umana. I grandi maestri della scolastica furono mwbwuAlberto Magno, mwbwyTommaso d'Aquino e mwbwcDuns Scoto, che applicarono il metodo abelardiano. Gli accademici scolastici hanno riassunto le opinioni loro e di altri autori su argomenti specifici in raccolte note come mwbwgmwbwksummae, fra cui la mwbwomwbwsSumma Theologica di mwbwwTommaso d'Aquino.
Nelle corti reali e nobili si svilupparono il mwbw4codice cavalleresco e l'etica dell'mwbw8amor cortese. Questa cultura "laica" era espressa nelle mwbxalingue volgari anziché in latino e comprendeva poesie, storie, leggende e canzoni popolari. Spesso le storie venivano scritte nelle mwbxemwbxichanson de geste, in cui venivano glorificate le azioni spesso brutali dei loro eroi maschi, come la mwbxmmwbxqChanson de Roland e il mwbxuPoema del mio Cid. Al contrario, la mwbxyletteratura cavalleresca elogiava l'amore casto, mentre l'erotismo era presente principalmente nelle poesie composte dai mwbxctrovatori. La letteratura cavalleresca trasse ispirazione dalla mwbxgmitologia classica, ma anche dalle leggende celtiche del mwbxkciclo arturiano raccolte da mwbxoGoffredo di Monmouth nella sua mwbxsmwbxwHistoria Regum Britanniae. Ulteriori generi letterari includono mwbx0autobiografie spirituali, mwbx4cronache, poesie filosofiche e mwbx8inni.
La scoperta di una copia del mwbyeCorpus Iuris Civilis nell'XI secolo aprì la strada allo studio sistematico del diritto romano a mwbyiBologna. Intorno al 1140, il monaco mwbymGraziano, insegnante a Bologna, scrisse quello che divenne il testo standard del mwbyqdiritto canonico: il mwbyumwbyyDecretum Gratiani. Grazie ai rinnovati contatti col mondo bizantino e islamico si ebbe un rifiorire del sapere scientifico in Europa, che era caduto nell'oblio. La conquista più duratura di quel periodo storico fu l'introduzione dei mwbycnumeri arabi posizionali e dello zero, entrambe scoperte di origine mwbygindiana. Questo nuovo sistema di numerazione fu introdotto in Occidente dal pisano mwbykLeonardo Fibonacci, con il mwbyomwbysLiber abaci del 1202. L'mwbywastronomia trasse vantaggio dalla traduzione dell'mwby0Almagesto di mwby4Tolomeo dal greco al latino alla fine del XII secolo. Venne studiata anche la medicina, soprattutto nell'Italia meridionale, dove la medicina islamica influenzò la mwby8scuola medica salernitana.
Arte e architettura tra XI e XIII secolo
Nel X secolo la fondazione di chiese e monasteri portò allo sviluppo dell'architettura in pietra che elaborò forme romane, da cui deriva il termine "romanico". Ove disponibili, gli edifici romani in mattoni e pietra venivano riciclati per i loro materiali. Dai timidi inizi conosciuti come mwbzoromanico lombardo, lo stile mwbzsromanico fiorì e si diffuse in tutta Europa in una forma notevolmente omogenea. Gli edifici romanici hanno muri in pietra, aperture sormontate da archi semicircolari, piccole finestre e, soprattutto in Francia, volte ad arco in pietra. Praticamente tutte le chiese dell'Occidente erano decorate con affreschi, di cui pochi sopravvivono.
Dall'inizio del XII secolo, i costruttori francesi svilupparono lo stile mwb0qgotico, caratterizzato dall'uso di mwb0uvolte a crociera, mwb0yarchi a sesto acuto, mwb0carchi rampanti e grandi mwb0gvetrate colorate. Veniva utilizzato principalmente nelle chiese e nelle mwb0kcattedrali e continuò a essere utilizzato fino al XVI secolo in gran parte dell'Europa. Esempi classici di architettura gotica includono la mwb0ocattedrale di Chartres e la mwb0scattedrale di Reims in Francia, nonché la mwb0wcattedrale di Salisbury in Inghilterra. Le vetrate colorate divennero un elemento cruciale nella progettazione delle chiese, che continuarono a utilizzare estesi dipinti murali, ormai quasi tutti perduti. Grandi diffusori del gotico furono i mwb00cistercensi, che lo portarono in Italia dove però non ebbe mai una forte presa, almeno secondo le forme transalpine, che vennero mediate in edifici più legati alla tradizione romanica. Durante il XIII secolo gli mwb04ordini mendicanti furono responsabili del rinnovamento artistico. Davanti alle loro chiese nacquero vaste piazze per accogliere la popolazione che attendeva con trepidazione gli infuocati sermoni; inoltre iniziò l'uso di dare cappelle a famiglie e personalità, affinché con la creazione di abbellimenti essi potessero espiare i propri peccati.
Durante questo periodo la pratica della miniatura dei manoscritti passò gradualmente dai monasteri alle officine laiche; il mwb1alibro d'ore si sviluppò come forma di libro devozionale per laici. La lavorazione dei metalli ha continuato a essere la forma d'arte più prestigiosa. In Italia le innovazioni di mwb1eCimabue e mwb1iDuccio di Buoninsegna, seguite dal maestro trecentesco mwb1mGiotto (morto nel 1337), accrebbero notevolmente la raffinatezza e lo status della mwb1qpittura su tavola e dell'mwb1uaffresco. La crescente prosperità durante il XII secolo portò a una maggiore produzione di arte profana; sono sopravvissuti molti oggetti intagliati in avorio come pezzi da gioco, pettini e piccole figure religiose.
Economia
Storici come mwb1gJean Gimpel (1918–1996) hanno descritto l'economia del Medioevo come una vera e propria rivoluzione industriale. Le invenzioni toccarono numerosi ambiti: dall'aratro meccanico, alla ferratura dei cavalli, al verricello, alla carrucola, alle staffe lunghe, all'arco rampante, alla volta a crociera, all'aggiogatura a spalla, al sapone, alla vite elicoidale, al bottone, al martinetto, allo specchio, agli occhiali, al prosciutto, allo champagne, al parmigiano.cite-ref-75[75]
Crisi del Trecento
Dopo due secoli di grande sviluppo e prosperità nel continente europeo, il mwb2cTrecento fu un secolo di rottura, con l'interruzione di fenomeni in crescita come lo sviluppo mwb2gdemografico, l'ampliamento e la fondazione di nuove città, lo straordinario aumento dei traffici in quantità e in qualità. Oggi si inizia a considerare che il regresso possa essere stato causato innanzitutto da una variazione del mwb2kclima (mwb2opiccola era glaciale), con la fine del cosiddetto mwb2speriodo caldo medievale, che aveva permesso lo scioglimento dei ghiacci (si pensi alla navigazione dei mwb2wVichinghi), la coltivazione della mwb20vite fin sopra mwb24Londra, abbondanti raccolti facilitati dalla piogge scarse e regolari e le tiepide primavere. Gli aspetti più gravi riguardarono la mwb28carestia del 1315-1317, il ristagno economico, la mwb3apeste nera e le conseguenti mwb3erivolte popolaricite-ref-76[76]cite-ref-77[77]. La mwb3omonocoltura, precedentemente redditizia, ha aggravato la situazione in molte regioni, poiché il clima fuori stagione poteva rovinare completamente la stagione del raccolto.
Questi disordini furono seguiti nel 1347 dalla mwb3wpeste nera, una mwb30pandemia che si diffuse in tutta Europa nei tre anni successivi, uccidendone circa un terzo della popolazione. Le città furono particolarmente colpite a causa delle loro condizioni di affollamento. La disordinata religiosità che fu animata dalla sensazione di terrore e di disorientamento a fronte dell'inspiegabile susseguirsi di calamità e sciagure, fu permeata da elementi apocalittici e irrazionali, che credevano in un'azione diabolica congiunta e particolarmente efficace. La fine del mondo e la venuta dell'mwb34Anticristo sembravano più vicine che mai e si cercarono dei nemici da combattere, che erano, oltre ai cattivi cristiani, gli ebrei e le mwb38streghe, contro le quali si scatenò una vera e propria mwb4acaccia. La mortalità rapida ed estremamente elevata distrusse l'economia e il commercio e la ripresa fu lenta. I contadini sopravvissuti alla pandemia pagavano affitti più bassi ai proprietari terrieri, ma la domanda di prodotti agricoli era diminuita e i prezzi più bassi coprivano a malapena i costi. Grandi porzioni di terra furono abbandonate e lasciate incolte, mentre, a causa del declino del numero di lavoratori, i salari aumentavano progressivamente. I tentativi dei proprietari fondiari di abbassare i salari con la forza fallirono. Tutto questo non fece altro che aumentare il risentimento dei ceti subalterni verso i più ricchi, che sfociò in una serie di rivolte, tra cui le rivolte della mwb4emwb4ijacquerie in Francia, la mwb4mrivolta dei Ciompi a Firenze e la mwb4qrivolta cristiano-popolare in Inghilterra.
L'ascesa del settore bancario in Italia durante il XIII secolo continuò per tutto il XIV secolo, alimentata in parte dalle crescenti guerre del periodo e dalla necessità di spostare denaro tra i regni. Molte società bancarie prestarono denaro ai sovrani, correndo grandi rischi, poiché alcune banche andarono in bancarotta quando i re si dimostrarono inadempienti sui loro prestiti.
Il consolidarsi delle monarchie nazionali
mwb44Stati-nazione forti e basati sulla regalità sorsero in tutta Europa nel Tardo Medioevo, in particolare in Inghilterra, Francia e nei regni cristiani della penisola iberica: mwb48Aragona, mwb5aCastiglia e mwb5ePortogallo. I lunghi conflitti del periodo portarono a metodi di tassazione più efficaci ed efficienti, e quindi l'aliquota di tassazione spesso aumentava. L'obbligo di ottenere il consenso dei contribuenti ha consentito a organi rappresentativi come il mwb5iParlamento d'Inghilterra e gli mwb5mStati generali francesi di acquisire potere e autorità.
Per tutto il XIV secolo, i re francesi cercarono di espandere la loro influenza a spese dei possedimenti territoriali della nobiltà. I re francesi incontrarono difficoltà quando tentarono di confiscare i possedimenti dei re inglesi nel Sud della Francia, portando alla mwb5oguerra dei cent'anni. Il conflitto tra il mwb5sRegno d'Inghilterra e il mwb5wRegno di Francia durò, non continuativamente, 116 anni - dal 1337 al 1453 - e che si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali, fatta eccezione per la cittadina di mwb50Calaiscite-ref-78[78]. Il conflitto fu costellato da tregue molto brevi e interrotto da due veri e propri periodi di pace della durata rispettivamente di 9 e 26 anni, che lo dividono in tre fasi principali, la mwb6iguerra edoardiana (1337-1360), la mwb6mguerra carolina (1369-1389) e la mwb6qguerra dei Lancaster (1415-1429), alle quali deve essere aggiunta la mwb6ufase conclusiva della guerra (1429-1453). Tale suddivisione è tipica della storiografia anglosassone, mentre altre periodizzazioni prevedono una divisione in una prima (1337-1389) e in una seconda fase (1415-1453)cite-ref-79[79]cite-ref-80[80]. All'inizio della guerra, gli inglesi vinsero le battaglie di mwb64Crécy e mwb68Poitiers, conquistarono la città di mwb7aCalais e conquistarono il controllo di gran parte della Francia. Le tensioni che ne derivarono quasi causarono la disintegrazione del regno francese. All'inizio del XV secolo, la Francia arrivò nuovamente sul punto di dissolversi, dopo la vittoria di mwb7eEnrico V nella mwb7ibattaglia di Agincourt nel 1415, che aprì brevemente la strada all'unificazione dei due regni. Tuttavia, alla fine degli anni venti del Quattrocento, i successi militari di mwb7mGiovanna d'Arco (morta nel 1431) portarono alla vittoria dei francesi e alla conquista degli ultimi possedimenti inglesi nella Francia meridionale nel 1453. La popolazione della Francia alla fine della guerra era probabilmente la metà di quello che era all'inizio. D'altro canto, il conflitto con la Francia contribuì anche a creare in Inghilterra una cultura nazionale separata da quella francese, che in precedenza aveva avuto un'influenza dominante. Il dominio dell'mwb7qarco lungo inglese iniziò durante le prime fasi della guerra dei cent'anni e sul campo di battaglia di Crécy nel 1346 apparvero per la prima volta i cannoni. Dopo aver perso la guerra dei cent'anni, l'Inghilterra subì una lunga guerra civile conosciuta come la mwb7uguerra delle due rose, una sanguinosa lotta mwb7ydinastica combattuta tra il mwb7cCasato dei Lancaster e il mwb7gCasato di York, che durò fino al 1485 e terminò solo quando Enrico Tudor, discendente dei Lancaster ma maritato a una York, vinse la mwb7kbattaglia di Bosworth e si fece incoronare come mwb7oEnrico VII.
In Iberia, i regni cristiani continuarono a guadagnare terre dai regni musulmani della penisola. Il Portogallo si concentrò sull'espansione oltreoceano durante il XV secolo, mentre gli altri regni erano dilaniati da difficoltà legate alla successione reale e da altre preoccupazioni. La Reconquista fu completata quando il 2 gennaio 1492 mwb7wGranada, ultima roccaforte musulmana, si arrendeva e i re cattolici, mwb70Isabella la Cattolica e mwb74Ferdinando il Cattolico entravano in città. Questo atto segnò anche l'inizio di un'epoca caratterizzata dall'intolleranza religiosa: il 31 marzo 1492 i re cattolici firmano un editto che ordina l'espulsione degli ebrei dai loro regni entro quattro mesi.cite-ref-81[81].
Nell'Europa orientale, i regni di mwb8qPolonia, mwb8uUngheria e mwb8yBoemia crebbero potenti. In Scandinavia, mwb8cMargherita I di Danimarca (1387–1412) unificò Norvegia, Danimarca e Svezia nell'mwb8gUnione di Kalmar, che continuò fino al 1523. La Scozia emerse dalla dominazione inglese sotto mwb8kRoberto I di Scozia (1306–1329), che si assicurò il riconoscimento papale della sua regalità nel 1328.
L'Italia tardomedievale
Nel XIV secolo, l'mwb9oItalia settentrionale e mwb9scentro-settentrionale era divisa in un certo numero di mwb9wcomuni in guerra, i più potenti dei quali erano mwb90Milano, mwb94Firenze, mwb98Pisa, mwb-aSiena, mwb-eGenova, mwb-iFerrara, mwb-mMantova, mwb-qVerona e mwb-uVenezia. Il Nord Italia bassomedievale era ulteriormente diviso dalla lunga battaglia per la supremazia tra le forze del Papato e del mwb-ySacro Romano Impero. Sin dal tempo di mwb-cFederico I e soprattutto di mwb-gFederico II ogni comune si schierò con l'una o l'altra fazione ed era a sua volta diviso internamente tra le due parti in guerra, mwb-kguelfi e ghibellini, due fazioni nelle quali confluivano tutta una serie di scelte politiche locali (spesso si diventava guelfi o ghibellini in funzione di lotta ai propri avversari che appartenevano alla fazione opposta) che solo a livello teorico venivano ricollegati alle lotte sovranazionali tra papato e impero.
La guerra tra gli Stati era comune, mentre le invasioni dall'esterno dell'Italia si limitavano a sortite intermittenti degli imperatori del Sacro Romano Impero. La politica rinascimentale si sviluppò in questo contesto. Dal mwb-sXIV secolo, quando gli eserciti divennero composti principalmente da mwb-wmercenari, gli Stati signorili più prosperi potevano schierare forze considerevoli, nonostante la loro bassa popolazione. Stati comunali minori sparivano aggregandosi ad altri più grandi, per conquiste o per trattative diplomatiche.
Mentre nel resto d'Europa si affermavano le monarchie nazionali, l'Italia vide la formazione di regimi signorili (le mwb-isignorie cittadine) o oligarchici. Durante i periodi di crisi si iniziò ad appoggiarsi su un unico personaggio, magari esterno alla città, che tenesse la "balìa", ovvero il potere assoluto, in un momento di difficoltà. Questi "signori" permisero di superare alcune mwb-mimpasse politiche, ma spesso essi cercarono di consolidare il loro potere e magari trasformarlo in ereditario: fu la nascita delle signorie dal 1240 in poi (mwb-qTorriani e poi mwb-uVisconti a mwb-yMilano, mwb-cGonzaga a mwb-gMantova, mwb-kEste a mwb-oFerrara, mwb-sScaligeri a mwb-wVerona, mwb-0da Carrara a mwb-4Padova, mwb-8Ordelaffi a mwcaaForlì, mwcaeMalatesta a mwcaiRimini, mwcamda Polenta a mwcaqRavenna, mwcauda Montefeltro a mwcayUrbino, mwcacDa Varano a mwcagCamerino, ecc.). Rimanevano tuttavia funzionanti le istituzioni comunali, sebbene spesso si limitassero a ratificare le decisioni del signore. Nel XIV secolo i signori ottennero il titolo di mwcakvicario imperiale e tra il XIV e il mwcaoXV secolo i titoli di mwcasduca e mwcawmarchese. L'assegnazione di questi titoli è indice della stabilizzazione dei poteri signorili. Alla fine le signorie si evolsero in mwca0principati con dinastie ereditarie. Ciò avvenne quando i signori, riconoscendo l'imperatore e pagando una quantità di denaro, vennero legittimati e riconosciuti come autorità da sudditi e principi. Questo cambiamento fu reso possibile grazie all'incapacità dei sovrani tedeschi di mantenere l'ordine nell'Italia del Nord e grazie alla poca difficoltà che i signori incontravano per essere riconosciuti come autorità legittima. Ma non tutte le repubbliche comunali divennero principati. Questo accadde con tempi molto più lunghi o non accadde mai nelle città marinare o in mwca4Toscana, dove i ceti imprenditoriali erano più attivi e forti e riuscirono a impedire che un gruppo primeggiasse. Il discorso cambia per quanto riguarda il Centro-sud, dove erano presenti lo mwca8Stato della Chiesa, il mwcbaRegno di Napoli e il mwcbeRegno di Sicilia. Questi ultimi due regni divennero, nel XV secolo, due vice-reami sotto gli Aragonesi.
Nella prima metà del XV secolo si ebbe un lungo periodo di guerre che interessò l'intera penisola e fu segnato dai ripetuti tentativi degli Stati più forti di estendere la propria egemonia. La mwcbmPace di Lodi, firmata nella mwcbqcittà lombarda nel 1454, mise fine allo scontro fra mwcbuVenezia e Milano che durava dall'inizio del secolo. Il trattato fu ratificato dai principali mwcbyStati regionali. L'importanza della Pace di Lodi consiste nell'aver dato alla penisola un nuovo assetto politico-istituzionale, che, limitando le ambizioni particolari dei vari Stati, assicurò per quarant'anni un sostanziale equilibrio territoriale e favorì di conseguenza lo sviluppo del mwcbcRinascimento italiano. A farsi garante di tale equilibrio politico sarà poi, nella seconda parte del Quattrocento, mwcbgLorenzo il Magnifico, attuando la sua famosa mwcbkpolitica dell'equilibrio.
La caduta di Costantinopoli e l'ascesa degli Ottomani
Sebbene gli imperatori mwccmPaleologi avessero riconquistato Costantinopoli nel 1261, i Bizantini non furono mai in grado di riprendere il controllo di gran parte delle ex terre imperiali. Le ex terre bizantine nei Balcani furono divise tra il nuovo mwccqRegno di Serbia, il mwccuSecondo Impero bulgaro e la mwccyRepubblica di Venezia. Il potere degli imperatori bizantini fu minacciato dagli mwcccOttomani, una tribù mwccgturca proveniente dall'Asia centrale, che si stabilirono in Anatolia nel XIII secolo e mwccksi espansero costantemente per tutto il XIV secolo. Gli Ottomani ridussero la Bulgaria a uno Stato vassallo nel 1366 e conquistarono la Serbia dopo la mwccobattaglia della Piana dei Merli nel 1389. Gli europei occidentali dichiararono una nuova crociata nel 1396; un grande esercito fu inviato nei Balcani, dove fu sconfitto nella mwccsbattaglia di Nicopoli. L'avanzata culminò con la mwccwcaduta di Costantinopoli nel 1453, con cui l'Impero bizantino cessò d'esistere.
La cattività avignonese e il grande scisma d'Occidente
Durante il tumultuoso mwcdyXIV secolo, le controversie all'interno della mwcdcleadership della Chiesa romana portarono al trasferimento della sede del papato ad mwcdgAvignone dal 1309 al 1376, chiamata anche "mwcdkcattività avignonese". I papi avignonesi furono tutti francesi, ma solo nei primi anni essi furono effettivamente soggetti al re di Francia; con l'inizio della guerra dei cent'anni la monarchia francese entrò in un periodo di grave crisi, che sollevò il papato dalla sua influenza effettiva. La tendenza generale del tempo, riscontrabile in tutta la società, era però una crisi dei cosiddetti poteri universali (il papato stesso e l'Impero): ormai tra essi e i cittadini si erano definitivamente interposte le monarchie nazionali, che volevano ormai controllare anche gli ecclesiastici. Dall'altro la Chiesa perdeva anche rilievo morale, con una decadenza spirituale che avrebbe portato nei secoli successivi a gravi conseguenze (come la mwcdoriforma protestante)cite-ref-82[82]cite-ref-83[83]. La fine del papato avignonese portò al mwcemGrande Scisma d'Occidente, durato dal 1378 al 1418, quando vi furono prima due e poi tre papi rivali, ciascuno sostenuto da diversi Stati. Nel 1414 il re di Germania mwceqSigismondo di Lussemburgo-Boemia convocò un mwceuconcilio a Costanza, per discutere la ricomposizione dello scisma, che portò nel 1417 alla deposizione dei tre papi e l'elezione di mwceyMartino V, un nobile cardinale romanocite-ref-84[84].
In questo periodo la Chiesa d'Occidente fu lacerata da controversie teologiche, alcune delle quali si trasformarono in eresie. mwcewJohn Wycliffe (morto nel 1384), un teologo inglese, fu condannato come eretico nel 1415 per aver insegnato che i laici avrebbero dovuto avere accesso al testo della Bibbia e per opinioni sull'mwce0Eucaristia contrarie alla dottrina della Chiesa. Gli insegnamenti di Wycliffe influenzarono due dei maggiori movimenti eretici del Tardo Medioevo: la mwce4lollardia in Inghilterra e gli mwce8hussiti in Boemia. Il movimento boemo iniziò con l'insegnamento di mwcfaJan Hus, che fu bruciato sul rogo nel 1415, dopo essere stato condannato come eretico dal Concilio di Costanza. La Chiesa ussita, sebbene bersaglio di una crociata, sopravvisse oltre il Medioevo. Le accuse di eresia contro i Cavalieri mwcfeTemplari portarono alla loro soppressione nel 1312 e alla divisione della loro grande ricchezza tra il re mwcfiFilippo IV di Francia (1285–1314) e gli Ospitalieri.
Mistici come mwcfqMeister Eckhart (morto nel 1327) e mwcfuTommaso da Kempis (morto nel 1471) scrissero opere che insegnavano ai laici a concentrarsi sulla loro vita spirituale interiore, che gettarono le basi per la Riforma protestante. Oltre al misticismo, si diffuse la credenza nelle streghe e nella stregoneria e alla fine del XV secolo la Chiesa iniziò a dare credito ai timori populisti della stregoneria con la sua condanna delle streghe nel 1484 e la pubblicazione nel 1486 del mwcfymwcfcMalleus Maleficarum, il più popolare manuale per cacciatori di streghe.
Verso il mondo moderno: l'Umanesimo e le esplorazioni geografiche
Durante il Basso Medioevo, teologi come mwcfwDuns Scoto (morto nel 1308) e soprattutto mwcf0Guglielmo di Ockham (morto nel 1348) guidarono una reazione contro la mwcf4Scolastica. I loro sforzi minarono l'idea platonica prevalente sugli mwcf8universali. L'insistenza di Ockham sul fatto che la ragione opera indipendentemente dalla fede permise di separare la scienza dalla teologia e dalla filosofia. Gli studi giuridici furono segnati dal costante avanzamento del diritto romano in aree della giurisprudenza precedentemente disciplinate dal mwcgadiritto consuetudinario. L'unica eccezione a questa tendenza si verificò in Inghilterra, dove la mwcgecommon law rimase preminente.
L'istruzione rimase principalmente incentrata sulla formazione del futuro clero. L'apprendimento di base delle lettere e dei numeri rimaneva di competenza della famiglia o di un prete del villaggio, ma le materie del mwcgktrivio - grammatica, retorica, logica - venivano studiate nelle scuole cattedrali o nelle scuole fornite dalle città. Si diffusero scuole secondarie commerciali e alcune città italiane avevano più di una di queste scuole. Le università si diffusero in tutta Europa nel XIV e XV secolo. I tassi di alfabetizzazione laicale aumentarono, ma rimasero comunque bassi.
La pubblicazione di letteratura in volgare aumentò, con mwcgsDante, mwcgwPetrarca e mwcg0Boccaccio nell'Italia del XIV secolo, mwcg4Geoffrey Chaucer e mwcg8William Langland in Inghilterra, e mwchaFrançois Villon e mwcheChristine de Pizan in Francia. Gran parte della letteratura rimase di carattere religioso e, sebbene gran parte di essa continuasse a essere scritta in latino, si sviluppò una nuova domanda per le mwchivite dei santi e altri trattati devozionali nelle lingue vernacolari. Ciò fu alimentato dalla crescita del movimento della mwchmmwchqDevotio moderna. L'invenzione della mwchustampa a caratteri mobili nel 1455, per opera del tedesco mwchyJohann Gutenberg porterà alla nascita delle prime case editrici in Europa nel corso del XV secolo.
L'ottimismo, la fiducia nell'uomo e nelle sue possibilità, il principio della "mwchgvirtù" umana contrapposta alla "fortuna" furono manifestazioni filosofiche e letterarie dell'Umanesimo. Sebbene fosse principalmente un tentativo di rivitalizzare le lingue classiche, l'Umanesimo portò anche a innovazioni nei campi della scienza, dell'arte e della letteratura, aiutate dagli impulsi degli studiosi mwchkbizantini che dovettero cercare rifugio in Occidente dopo la mwchocaduta di Costantinopoli nel 1453. In scienza, autorità classiche come mwchsAristotele furono sfidate per la prima volta dall'antichità. Accanto all'aristotelismo si diffuse infatti il pensiero mwchwneoplatonico, secondo il quale l'uomo era al centro del mondo e doveva osare per cogliere i frutti della sua intelligenza. Sebbene il mwch0Rinascimento del XV secolo fosse un fenomeno altamente localizzato - limitato principalmente al Nord Italia, le cui mwch4corti sono punti di riferimento vitale per gli artisti del tempo - sviluppi artistici si stavano verificando anche più a nord, in particolare nelle città mercantili dei mwch8Paesi Bassi.
All'inizio del XV secolo, i paesi della penisola iberica iniziarono a finanziare l'esplorazione oltre i confini dell'Europa. Il principe mwcieEnrico il Navigatore del mwciiPortogallo inviò spedizioni che scoprirono, durante la sua vita, le mwcimIsole Canarie, le mwciqAzzorre e mwciuCapo Verde. Dopo la sua morte, l'era delle esplorazioni in Portogallo continuò; mwciyBartolomeo Diaz doppiò il mwcicCapo di Buona Speranza nel 1486 e mwcigVasco da Gama arrivò in mwcikIndia, circumnavigando l'Africa nel 1498. Le monarchie spagnole di Castiglia e Aragona finanziarono il viaggio di esplorazione di mwcioCristoforo Colombo del 1492, che portò alla mwcisscoperta europea dell'America. La corona inglese sotto mwciwEnrico VII finanziò nel 1497 il viaggio di mwci0Giovanni Caboto, che sbarcò sull'mwci4isola di Capo Bretone.
La rivoluzione della fanteria e il declino della cavalleria
Militarmente, la guerra dei cent'anni vide la nascita di nuove armi e nuove tattiche, le quali segnarono l'abbandono degli eserciti organizzati su base mwcjmfeudale e incentrati sulla forza d'urto della mwcjqcavalleria pesante. Sui campi dell'Europa occidentale videro la luce mwcjueserciti professionali, per la prima volta dai tempi dell'mwcjyImpero romano. Si trattò, d'altra parte, del primo conflitto in cui si usarono le mwcjcarmi da fuoco. In particolare, le mwcjgbombarde fecero la loro prima comparsa su suolo francese nel corso della mwcjkbattaglia di Crécy, tra le file inglesi.
Uno dei maggiori sviluppi nella sfera militare durante il Basso Medioevo fu l'aumento dell'uso della fanteria e della cavalleria leggera. Gli inglesi impiegarono anche mwcjsarchi lunghi, ma gli altri paesi non furono in grado di creare armi simili con lo stesso successo. L'armatura continuò a subire nuovi sviluppi, spronati dalla crescente potenza delle balestre, e fu sviluppata un'mwcjwarmatura a piastre per proteggere i soldati dalle balestre e dai fucili a mano che comparvero in quel periodo. Le mwcj0armi inastate raggiunsero un nuovo rilievo con lo sviluppo della fanteria fiamminga e svizzera armata di picche e altre lunghe lance.
Arte e architettura tra XIV e XV secolo
Il Tardo Medioevo, da un punto di vista artistico, corrisponde al periodo culturale del Primo mwckyRinascimento in Italia, mentre il Nord Europa e la Spagna continuarono a utilizzare lo stile gotico, che divenne sempre più elaborato nel corso del XV secolo, fino quasi alla fine del periodo. In tutta Europa l'arte profana continuò ad aumentare in quantità e qualità, e nel XV secolo le classi mercantili d'Italia e delle Fiandre divennero importanti mecenati, commissionando loro piccoli ritratti a olio e una gamma crescente di oggetti di lusso come gioielli, cofanetti in avorio, mwckccassoni e mwckgmaioliche. Si sviluppò una manifattura italiana della seta, così che le chiese e le mwckkélite occidentali non avevano più bisogno di fare affidamento sulle importazioni da Bisanzio o dal mondo islamico.
I grandi schemi scultorei esterni delle chiese del primo gotico lasciarono il posto alla presenza di più sculture all'interno degli edifici, man mano che le tombe diventavano più elaborate e altri elementi come i pulpiti a volte erano riccamente scolpiti. Le mwckspale d'altare in rilievo in legno dipinte o intagliate divennero comuni, soprattutto perché le chiese creavano molte mwckwcappelle laterali. I dipinti olandesi di artisti come mwck0Jan van Eyck rivaleggiavano con quelli italiani, così come i manoscritti miniati del Nord, che nel XV secolo iniziarono a essere raccolti su larga scala dalle mwck4élite laiche, che commissionavano anche libri, soprattutto storici. A partire dal 1450 circa, i libri stampati divennero rapidamente popolari, sebbene ancora costosi. C'erano circa mwck830000 edizioni diverse di mwclaincunaboli, o opere stampate prima del 1500, epoca in cui i manoscritti miniati venivano commissionati solo dai sovrani e da pochi altri. mwcleXilografie molto piccole, quasi tutte religiose, erano accessibili anche dai contadini in alcune parti del Nord Europa a partire dalla metà del XV secolo. mwcliIncisioni più costose fornivano un mercato più ricco.
Il mito del Medioevo
Pregiudizi negativi: i "secoli bui"
Il periodo medievale è spesso descritto come un periodo di ignoranza e superstizione. Questa è un'eredità sia del mwcl0Rinascimento sia dell'mwcl4Illuminismo. Gli studiosi del Rinascimento vedevano il Medioevo come un periodo di declino dalla cultura e dalla civiltà del mondo classico. Gli studiosi dell'Illuminismo consideravano la ragione superiore alla fede e quindi consideravano il Medioevo un periodo di ignoranza e superstizione. Il Medioevo è un esempio significativo di come ogni epoca guardi al passato con prospettive completamente diverse: era considerato un periodo di oscurità, di declino della ragione e di barbarie durante il XVIII secolo, con l'mwcl8Illuminismo, ma nel secolo successivo, con il mwcmaRomanticismo, fu ritenuto un periodo di splendore, in quanto epoca di misticismo e dell'origine delle nazioni europeecite-ref-periodizzazione-9-1[9].
Gli storici di oggi sostengono che la ragione fosse generalmente tenuta in grande considerazione durante il Medioevo. Contrariamente alla credenza comune, lo studioso tardomedievale viveva raramente il potere coercitivo della Chiesa e si sarebbe ritenuto libero (soprattutto nelle scienze naturali) di seguire la ragione e l'osservazione.
Un malinteso, ancora molto comune, è credere che tutte le persone nel Medioevo ritenessero che la Terra fosse piatta. Questo non è vero, poiché i docenti delle università medievali, basandosi sui testi dell'Età antica, sostenevano comunemente che l'evidenza mostrava che la Terra era una sfera. Non c'era quasi uno studioso cristiano del Medioevo che non riconoscesse la sfericità della Terra e ne conoscesse anche la circonferenza approssimativa, già mwcmccalcolata da Eratostene nel II secolo. Tale voce venne messa in circolazione nel XIX secolo dalla mwcmgFlat Earth Society ("Associazione della Terra Piatta") a scopo propagandistico per accrescere il proprio consenso popolare. Altre idee sbagliate come l'uccisione della scienza antica da parte dell'ascesa del cristianesimo o che la Chiesa cristiana medievale abbia soppresso la crescita della filosofia naturale sono esempi di miti ampiamente popolari che passano ancora come verità, sebbene non siano supportati dalla ricerca storica.
L'interpretazione negativa del Medioevo, nel linguaggio comune, è ancora diffusa, associando questa età a un'idea di decadenza, di oscurantismo e di assenza di libertàcite-ref-85[85].
Periodo di splendore
Nell'Ottocento, con il mwcnyRomanticismo, il Medioevo fu ritenuto un periodo di splendore, per gli stessi motivi per cui i pensatori illuministi lo condannavano: la sua tendenza al mwcncmisticismo, alla mwcngspiritualità, alla fantasia e all'immaginazione, e inoltre perché considerato l'epoca mitica ove nacque l'identità dei moderni popoli europei.
In Italia i patrioti risorgimentali italiani trovavano nelle lotte tra i mwcnoliberi comuni e l'Impero germanico un modello da seguirecite-ref-86[86]; tra gli episodi più utilizzati ci furono il mwcn8Giuramento di Pontida (1167), la mwcoaBattaglia di Legnano (1176), i mwcoeVespri Siciliani (1282) e la mwcoiDisfida di Barletta (1503). Anche dal punto di vista pittorico, la lotta dei Comuni contro l'Impero fu considerata una metafora delle battaglie risorgimentali; si devono ricordare a questo proposito i dipinti mwcomLa Battaglia di Legnano, di mwcoqMassimo d'Azeglio, il mwcouGiuramento di Pontida, di mwcoyAmos Cassioli e il mwcocmwcogGiuramento degli Anconitani, di mwcokFrancesco Podesti. Gli artisti romantici trovavano nella letteratura e nella storia medievale una fonte di ispirazione, come testimonia la mwcoopittura di Storia. L'epopea dei liberi comuni e quella delle mwcosrepubbliche marinare vennero esaltatecite-ref-87[87]. Nella musica, poi, significativa a tal proposito fu l'ingente produzione di Giuseppe Verdi, le cui opere di ispirazione patriottica sono state spesso ambientate durante i secoli medievali, così come alcune opere di mwcpaGaetano Donizetticite-ref-88[88].
Fuori d'Italia, mwcpyGiovanna d'Arco per la mwcpcFrancia, il mwcpgReich medievale per l'mwcpkImpero prussiano, nonché il richiamo all'Inghilterra anglosassone e mwcpoplantageneta per la mwcpsmonarchia inglese sono esempi emblematici della mitizzazione del Medioevo, al fine di rafforzare il senso di identità nazionalecite-ref-89[89]. Nel campo dell'arte, esempi di riscoperta del Medioevo sono il mwcqamovimento preraffaellita e l'mwcqearchitettura neogotica.
Lo stesso fenomeno si è manifestato nella traduzione di epopee nazionali medievali nelle moderne lingue nazionali, tra cui il mwcqmmwcqqLa canzone dei Nibelunghi (1782) in Germania, il mwcqumwcqyPoema del mio Cid (1799) in Spagna, il mwcqcmwcqgBeowulf (1833) in Inghilterra, la mwcqkmwcqoChanson de Roland (1837) in Francia. Ampiamente lette, esse influirono molto nella successiva produzione letteraria e artisticacite-ref-90[90].
Note
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Collegamenti esterni
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• mwc-uMedioevo Italiano, studi, articoli e strumenti di storia medievale, su medioevoitaliano.org.
• mwc-cStoria medievale, su storiamedievale.net.